mercoledì, 20 Nov, 2019 Espresso napoletano

Storie e bellezze di Napoli on line

La strada del ferro

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Lavorano il ferro, la latta, il rame… lavorano con le mani, con il loro estro e la loro fantasia.

Artigiani nelle botteghe chini sui loro banchetti, qualche scintilla nell’aria e polvere rossa sul marciapiede. Un “mestiere”, un mestiere antico che è diventato tradizione, tradizione che è diventata arte. Proprio l’arte si è impossessata di questo luogo così particolare da sembrare irreale, proprio l’arte ha contribuito a rendere queste stradine ancor più surreali e quasi fiabesche.

Siamo a pochi metri dal Maschio Angioino in un incrocio di vicoli che potrebbe essere solo l’ulteriore scorcio intriso di napoletanità ma in questo luogo, in queste strade c’è di più.

Rua Catalana è una strada molto antica come antica è la sua vocazione: ospita da sempre botteghe di artigiani del ferro, della latta, del rame e di altri materiali. Un’anima ed una vocazione che hanno rischiato di perdersi. Il deus ex machina che ha impedito che ciò accadesse è stato Riccardo Dalisi, architetto ed artista sempre vicino ai napoletani e sempre attento alle sorti di Napoli.

Lui gli artigiani di Rua Catalana li conosce bene perché spesso ha commissionato loro i suoi lavori e con loro ha numerose volte collaborato. Lui conosce e riconosce l’arte dietro la manualità del mestiere dell’artigiano e decide di dare una nuova linfa vitale a quella strada: luminarie estrose ed installazioni inaspettate regalano a Rua Catalana, dal 1995 circa, l’aspetto di un vicolo che non è solo strada di botteghe ma, anche, museo a cielo aperto richiamando in tal modo l’interesse della città, dei turisti e riconoscimenti dalla stessa Comunità Europea.

E così lo sguardo di chi percorre quella strada viene rapito: dall’interno delle fucine di Efesti metropolitani che riempiono le loro botteghe con oggetti che sembrano esser destinati ad illustrare le pagine di libri per bambini abitati da sirene, pesci magici, mostri buoni e streghe che lanciano incantesimi, e dai lumi e dalle sculture disegnate da Dalisi che, se in un primo momento disorientano, appaiono subito per nulla aliene ed estranee a ciò che le circonda. Quella strada non potrebbe più esser “denudata” dell’arte che l’ha vestita.

Gli artigiani sono abituati alla gente che si ritrova per caso a Rua Catalana e che subito inizia a scattare foto con i telefonini; i visi dei passanti casuali sono i volti di chi scopre un lato della città del tutto sconosciuto, inatteso, sorprendente.

Probabilmente se la stessa strada si trovasse in una città diversa da Napoli sarebbe gremita di turisti, raccomandata dalle guide turistiche e indicata da un’adeguata segnaletica stradale ma, tristemente, non è così. Un piccolo angolo di fiaba che forse, dopo l’attenzione ottenuta con l’intervento di Dalisi, ha ricominciato ad esser dimenticato e si è nuovamente trovato al di fuori dei percorsi più battuti. Spero che questa tendenza cambi, spero che il rilancio turistico che Napoli vive in questo periodo si ripercuota anche su strade splendide ed uniche come Rua Catalana, spero che tutta l’arte, forse la troppa arte, che questa città riesce a contenere, non venga mai dimenticata ma anzi, venga vista ed ammirata da sempre più persone. Spero ed in questo ci credo. Del resto le fiabe antiche, quelle che i nostri nonni hanno raccontano a noi tutti, da adulti sembrano esser dimenticate ma non lo sono mai e rimangono nel nostro animo e nella nostra memoria sempre pronte a riaffiorare. Questo è quello che accade anche a quella fiaba che è Rua Catalana.