Le Frasi più Belle di Eduardo De Filippo

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Dopo il focus su Massimo Troisi e quello su Luciano De Crescenzo, parleremo delle frasi più belle di Eduardo De Filippo, uno dei massimi esponenti del teatro e della storia culturale partenopea e nazionale.

Eduardo De Filippo nasce a Napoli il 24 Maggio del 1900 ed è considerato uno dei più grandi artisti italiani di tutti i tempi. Grazie alla sua arte, fu anche nominato senatore a vita dal Presidente Sandro Pertini e gli furono conferite due lauree honoris causa in lettere (Università di Birmingham 1977 e “La Sapienza” di Roma, 1980). Negli stessi anni fu anche candidato al Premio Nobel per la letteratura.

Eduardo De Filippo: un po’ di storia

Eduardo è il figlio naturale di un importante attore della fine dell’Ottocento e inizio del Novecento, il celebre Eduardo Scarpetta e della sarta Luisa De Filippo.

L’artista napoletano nasce nel quartiere di Chiaia e già dai suoi primi anni di vita muove i primi passi (se pur piccoli) nell’ambiente teatrale napoletano insieme alla sorella Titina e al fratello più piccolo, Peppino. Per un periodo, durante un’età più adulta, vive a Roma dove cerca l’indipendenza economica recitando in alcune riviste dell’epoca, ma senza particolare fortuna. Ritorna a Napoli dove ha più successo in questa nuova tipologia di spettacolo e dove, tra un teatro e l’altro, conosce Totò, che diventerà un suo grande amico.

Dal 1927, anno in cui “si mette in proprio”, si susseguono una serie incredibili di capolavori teatrali senza tempo che ancora oggi vengono apprezzati da ogni genere di pubblico (clicca qui per la lista di opere di Eduardo De Filippo).

Le Frasi più belle di Eduardo De Filippo

Come già detto nei precedenti focus, questo articolo non vuole essere una mera celebrazione di un personaggio cosi grande ed importante come Eduardo.

Proviamo quindi a ricostruire il pensiero dell’autore attraverso una serie di sue citazioni. Queste sono per noi di Espresso Napoletano, le frasi più belle di Eduardo De Filippo.

  • Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male.
  • Ogni minuto muore un imbecille e ne nascono due.
  • Si ‘a guerra se perde l’ha perduta ‘o popolo; e si se vence, l’hanno vinciuta ‘e prufessure.
  • L’uomo non è cattivo, ha solo paura di essere buono.
  • Teatro significa vivere sul serio quello che gli altri, nella vita, recitano male.
  • Con la tecnica non si fa il teatro. Si fa il teatro se si ha fantasia.
  • La gestualità di noi napoletani è data dalla necessità di esprimerci, di farci capire senza l’uso della parola. Come avremmo fatto a comunicare con turchi, spagnoli, tedeschi, francesi, non potevamo mica ogni volta imparare la lingua.
  • Totò era del rione Sanità, io lì andavo a scuola, ci vedevamo spesso anche prima di lavorare insieme. Quella era la Napoli dei napoletani, della gente umile, dei venditori, dei negozi di cibarie. Qualsiasi cosa Totò toccasse diventava incantata. Aveva una sensibilità straordinaria, era un grande osservatore. Le maschere napoletane e la nostra commedia dell’arte sono passate attraverso Totò.
  • È proibito dare consigli quando la gente non li chiede.
  • I fantasmi non esistono. I fantasmi siamo noi, ridotti così dalla società che ci vuole ambigui, ci vuole lacerati, insieme bugiardi e sinceri, generosi e vili.

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