domenica, 22 Set, 2019 Espresso napoletano

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Le Frasi Più Belle di Pino Daniele

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Ultimo appuntamento della nostra rubrica dedicata alle frasi più belle dei personaggi che hanno fatto la storia della cultura partenopea. Dopo aver parlato di Luciano De Crescenzo, Massimo Troisi ed Edoardo De Filippo, tratteremo in questo focus, le frasi più belle di Pino Daniele.

Pino Daniele: un po’ di storia

Pino Daniele è nato nel Quartiere Porto di Napoli, il 19 marzo 1955, da una famiglia dalle condizioni economiche molto indigenti. Dopo i primi anni trascorsi con la famiglia, si trasferisce ancora bambino a Piazza Santa Maria La Nova a casa di due zie acquisite. Inizia in giovane età ad essere appassionato alla musica, facendo piccole esibizioni per i suoi compagni di classe alle scuole medie e iniziando a studiare chitarra da autodidatta mentre frequenta l’Istituto Diaz.

Dal 1977 al 1980, pubblica i tre dischi che lo fanno conoscere in tutta Italia, fino a farlo diventare l’apertura ai concerti milanesi di Bob Marley, nel 1980: “Terra Mia”, “Pino Daniele” e “Nero a Metà”.

Da quel momento, l’ascesa musicale non si è più fermata, riscuotendo successo sia a livello nazionale, che internazionale, grazie alle collaborazioni con numerose star come: Randy California, Pete Haycock, Steve Hunter, Robby Krieger, Andy Powell, Ted Turner, Leslie West, Phil Manzanera, Jan Akkerman, Pat Metheny ed Eric Clapton.

Le più belle Frasi di Pino Daniele

Conosciamo tutti la storia di Pino Daniele e le sue grandi canzoni, per questo, proveremo in questo articolo a riassumere il suo pensiero e la sua poesia, tramite una serie di citazioni.

  • E po’ se faccio ‘e corna, nun è pe cattiveria, è che ce l’aggio a morte cu chi sfrutta ‘a miseria.
    Già, “‘a cazzimma”. Chi non è napoletano e non ha mai avuto modo di sentire questo termine, si chiederà giustamente di che si tratti. Ebbe’, “cazzimma” è un neologismo dialettale molto in voga negli ultimi tempi. Designa la furbizia accentuata, la pratica costante di attingere acqua per il proprio mulino, in qualunque momento e situazione, magari anche sfruttando i propri amici più intimi, i propri parenti […]. È l’attitudine a cercare e trovare, d’istinto, sempre e comunque, il proprio tornaconto, dai grandi affari o business fino alle schermaglie meschine per chi deve pagare il pranzo o il caffè.
  • Io credo che un artista, oltre a seguire quello che ha in testa, deve dimostrare a se stesso di saper confrontare la propria creatività con quelli che sono grandi, con quelli che sono appena arrivati sulla scena, con gente che parla lingue diverse.
  • Ma quale look e look ….. nuje nun’allukkamm.
  • Mina voce d’Italia, ancora oggi, in piena era dei talent show e del televoto che promuove a star ragazzini e boccia cantanti con decenni di carriera alle spalle, è il simbolo di un Paese che forse non la merita. La sua ironia, la sua dignità, la sua indolente libertà, il suo silenzio parlano più di mille urlate opinioni da talk show che non dicono niente.
  • Parole e musica nascono assieme. È roba che fa da sempre parte della mia vita. Perché io stesso nasco in musica. In questo suono a tratti mediterraneo, io e i miei ci riconosciamo. Napoli è molto vicina all’Africa e anche all’America.
  • Scrivo canzoni perché non riesco altrimenti a dire quello che sento. Cerco di non scrivere testi, ma poesie d’amore.
  • Vivo fregandomene delle classifiche, del marketing e della discografia. Tanto i risultati arrivano quando non ci pensi proprio. La paranoia della classifica o del disco suonato in radio, la rincorsa agli umori e ai gusti di direttori artistici dei network… Basta! Ho vissuto in questo lavoro momenti belli e voglio continuare a viverli. Non sapendo che cosa vuole la gente io faccio quello che mi sento. Le nuove stagioni non mi fanno paura. Cerco di invecchiare con dignità, senza smettere di combattere, tirando fuori la grinta quando la sento.