Le metamorfosi del credito cooperativo in un convegno a Napoli

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Il 6 e 7 ottobre, nella suggestiva cornice della Basilica di San Giovanni Maggiore, una delle più antiche della città di Napoli, si è svolto un Convegno di studi dedicato a “Le metamorfosi del credito cooperativo”. Organizzato dall’Associazione Gian Franco Campobasso per lo studio del Diritto commerciale e bancario e dall’Associazione europea per il Diritto bancario e finanziario, in collaborazione con la BCC – Banca di Credito Cooperativo di Napoli, l’Università degli Studi del Molise e l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, l’evento ha visto la partecipazione di numerosi relatori, che hanno analizzato la morfologia del Credito cooperativo e la sua evoluzione nel tempo, attraverso i diversi modelli in cui si manifesta e le differenti esperienze e prospettive delle banche che si inseriscono in questo sistema creditizio.

Dopo i saluti del professore Pietro Abbadessa, presidente dell’Associazione Campobasso, ci sono stati gli interventi introduttivi di Amedeo Manzo, presidente della BCC di Napoli, e Vincenzo Moretta, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Napoli. Si sono quindi aperte le relazioni vere e proprie, che nell’arco di questa intensa due giorni hanno visto intervenire addetti ai lavori, esperti del settore, docenti; tra questi – solo per citarne alcuni – il professor Gianmaria Palmieri, Rettore dell’Università del Molise; Andrea Pilati, vice capo dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia; Augusto Dell’Erba, presidente di Federcasse; il professor Angel Rojo Fernandez Rio , della Universidad Autonoma de Madrid; il professor Francesco Cesarini, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Proprio in questi giorni il tema delle metamorfosi del credito cooperativo è di stretta attualità per le nuove indicazioni sui crediti deteriorati da parte della Banca Centrale Europea, che trovano però le banche di credito cooperativo in una posizione favorevole, soprattutto perché da tempo hanno provveduto agli accantonamenti. “Abbiamo l’obiettivo di coniugare due mondi,  la cooperazione e la vicinanza ai cittadini da un lato e dall’altro le indicazioni europee per l’innovazione e la digitalizzazione” così Amedeo Manzo, che ha poi proseguito: “Non bisogna essere schiavi dei rating ma mantenere sempre al centro l’uomo per avere un ruolo concreto per la crescita. È questo il modello di banca che noi vogliamo e anche oggi la nostra capacità di coverage e di basse sofferenze ci fa trovare pronti alle nuove sfide che la Bce ci pone. Un giro di vite per altri certamente difficile da affrontare ma che noi possiamo superare senza difficoltà per i nostri soci e clienti”.

Un impegno, quello di mettere il cliente al centro, che rientra da sempre nella filosofia della Banca di Credito Cooperativo, e che il presidente Amedeo Manzo non manca mai di sottolineare. Al convegno è intervenuto anche il presidente della Commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia, da sempre un estimatore del sistema del credito cooperativo, che è a suo parere molto radicato nella nostra storia, che nell’ambito del capitalismo è stata scritta attraverso imprese familiari piccole e medie; questo il suo pensiero: “I cambiamenti nel sistema del credito cooperativo oggi consentono di mantenere quel rapporto stretto fra impresa e territorio che è la caratteristica del nostro paese anche in questa fase di grandi trasformazioni soprattutto in relazione all’Europa. In tal senso anche le ultime indicazioni sui crediti deteriorati delle banche da parte della Bce che tendono sempre ad alzare l’asticella per l’Italia ci trovano comunque in una fase positiva e di crescita”.

 

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