giovedì, 21 Nov, 2019 Espresso napoletano

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Let’s Get Married in Italy

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Si chiama Wedding Tourism, ed in Italia muove un giro d’affari pari a 350 molini di euro.

Lo scorso anno le coppie straniere che hanno scelto il Belpaese come scenario per celebrare le proprie nozze sono state 6.724, e, dati alla mano, pare che questo sia un mercato in netta crescita, che occupa ad oggi  l’8% del fatturato dell’Impresa del Turismo.

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Il Trend ha precedenti celebri, fin da quando, dieci anni orsono, Tom Cruise sposò in seconde nozze Kate Holmes, scegliendo il Castello Odescalchi sul lago di Bracciano, splendida fortezza immersa nella campagna romana. Un ricevimento da favola che costò alla coppia oltre 3,5 milioni di dollari.

George Clooney, lo scorso anno, ha scelto  Venezia per convolare a nozze con la bellissima Amal, intasando il traffico del Canal Grande con una parata di Vip in motoscafi che da soli sono costati 50 mila dollari.

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Per finire con l’ultimo matrimonio che ha destato non poco scalpore, con le strade di Firenze invase da coloratissimi ed elegantissimi invitati, accorsi alle nozze del rampollo Rohan Mehta, figlio del petroliere indiano Yogesh Mehta . Una festa durata più di una settimana, che ha fruttato al comune di Firenze 200 mila euro. Gli sposi hanno perfino restaurato la fontana di Piazza Santa Croce, e peccato per la sfilata dell’elefante, a cui il sindaco toscano ha detto di no! Nozze da Mille e una notte, valore oltre 20 milioni di euro.

Di certo non sono sempre budget a sei zeri quelli a disposizione delle coppie che scelgono l’Italia e le sue beltà come set per il proprio giorno, ma si tratta in ogni caso di un discreto investimento, stimato intorno ai 51 mila euro, per un matrimonio di circa 30 invitati. Un’occasione ghiottissima per il mercato del turismo italiano, poiché oltre alla location delle nozze ed il ricevimento, i matrimoni sono il pretesto di una breve vacanza per tutta la famiglia, mentre la coppia spesso rimane in giro per lo Stivale anche durante la Luna di Miele. E nulla da togliere agli ormai richiestissimi Wedding Planner, l’organizzazione di questi eventi non può essere affidata esclusivamente alle loro competenze. C’è bisogno di una pianificazione sinergica, al cui centro lavorano i Tour Operator internazionali. Si tratta di prenotare viaggi aerei, i transfer, le accomodation, party di benvenuto e il post matrimonio, quando gli invitati si sentiranno liberi di fare i turisti.

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La necessità di un’organizzazione minuziosa, a partire dai trasporti, che sfrutti sapientemente i pochi giorni di vacanza spiega perché alcune delle più belle location d’Italia restano tagliate fuori dal mercato del Wedding Tourism, soprattutto quelle del Sud.

Lo abbiamo scoperto alla Seconda Edizione della Borsa del Matrimonio in Italia, un meeting B2B, con seller italiani, operatori del settore come Event Designer, location per eventi esclusivi e prestigiosi Resort, che incontrano, secondo un’agenda prestabilita, buyer esteri, professionisti del Wedding Tourism in Italia.

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A loro, provenienti da tutto il mondo, abbiamo chiesto di illustrarci le preferenze dei propri clienti. Gli anglosassoni puntano alla Toscana e la sua campagna, i russi amano l’affascinante Venezia, i giapponesi restano ammaliati dal fascino romantico di Verona, gli americani non possono rinunciare a sposarsi in riva al mare. La Puglia è la new entry, grazie agli incantevoli scenari mediterranei. Le restanti regioni meridionali sono rilegate ai margini di questo mercato, fatta eccezione per la Campania, con la Costiera Amalfitana.

“L’ultimo matrimonio organizzato in Costiera è stato complicato” ci ha confessato la giovane Ludovica Stefanini che lavora per l’agenzia londinese Wedinitaly.

Difficile spostare trenta persone con bus turistici nelle viuzze di Amalfi e Sorrento, complicato trovare parcheggi, operatori un po’ troppo rilassati e difficoltà anche per le visite alle vicine isole di Ischia e Capri. Nonostante il panorama, il clima ed la buona cucina abbiano ripagato tutto, per Ludovica è sicuramente più comodo e meno faticoso lavorare in Toscana o in Veneto.

Ciò che fa la differenza sono i collegamenti aerei, soprattutto quando a sposarsi in Italia sono coppie provenienti da altri continenti. Gli aeroporti meglio serviti sono quelli di Roma e Milano, mentre il Sud non è contemplato dalle rotte intercontinentali.

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Ed infine, la risposta più comune, ed anche la più triste è stata: “They feel unsefety”. All’estero continua a persistere l’idea che il Sud Italia sia pericoloso, e la fama dell’immenso patrimonio archeologico-culturale è adombrata dal clamore dei fatti di cronaca.

Difficoltà nei trasfert, tempistiche troppo rilassate e quella sensazione di insicurezza che gli stranieri provano nelle città del meridione. Queste le criticità emerse durante questa Seconda Edizione della Borsa del Matrimonio in Italia, anche se i buyer stranieri, che hanno fatto dell’Italian Wedding Tourism, il proprio mestiere, sono entusiasti e prevedono la netta espansione di questo giro di affari.