domenica, 08 Dic, 2019 Espresso napoletano

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L’intensità del Macbeth al Teatro Mercadante

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Il “Macbeth” di Luca De Fusco, personale rivisitazione del regista dell’opera di William Shakespeare, di cui ieri è andata in scena la prima al teatro Mercadante di Napoli, è uno spettacolo che avvince lo spettatore, che lo attrae e lo coinvolge. Si tratta di un allestimento pensato all’insegna della sperimentazione e della contaminazione tra i linguaggi, nel quale il teatro, il grande teatro, mescolandosi alla musica e alla danza, dialoga con le installazioni video che raccontano sogni e incubi, comunicando attraverso le immagini i delirii della mente dei personaggi e i loro pensieri più nascosti.

Di grande impatto emotivo la performance dei protagonisti, Luca Lazzareschi nei panni di Macbeth e Gaia Aprea in quelli di sua moglie, due personaggi strettamente legati, uniti dal desiderio di potere, pronti insieme a sperimentare gli abissi del male e a scendere nell’inferno della più spietata crudeltà. Al centro del palcoscenico c’è il loro letto matrimoniale, dove il loro intenso rapporto sentimentale si trasforma nelle terribili decisioni che, tra tormenti e incertezze, prendono man mano che la storia va avanti; il letto si muta poi in tavolo dove allegri commensali brindano alla corona ottenuta da Macbeth, mentre il sovrano non riesce a sorridere, torturato dai suoi demoni.

 

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In altre scene, sul palco c’è il trono del re tiranno, un uomo che si evolve nella narrazione verso una crudeltà sempre più marcata, tanto da affermare, ad un certo punto: “Ho quasi dimenticato il sapore della paura. Ho fatto indigestione di orrori”. L’uomo che inizialmente viene spinto da Lady Macbeth, spietata e determinata, a compiere l’orrendo delitto che lo renderà re, e che si vede assalito da una danza di coltelli insanguinati – una delle tante installazioni video che rendono così particolare lo spettacolo – , è capace di immergersi poi così profondamente nell’orrore da non aver più timore di nulla.

Di nulla se non delle oscure profezie delle tre sorelle fatate (interpretate dalle danzatrici della Compagnia Körper, Chiara Barassi, Sibilla Celesia e Sara Lupoli), che nella foresta di Birnam – splendidamente rappresentata dagli scenografi, luogo scuro e misterioso – annunciano a Macbeth la sua grandezza e la sua sciagura. Bravi tutti gli attori in scena, ma veramente intensissima l’interpretazione dei due protagonisti, capaci non solo con le parole, ma con gli sguardi, le espressioni dei volti, le movenze dei corpi, di esprimere crudeltà e tormento, coraggio e pentimento. Come afferma Macbeth, riportando in vita tutta la pregnanza del linguaggio shakespeariano, bisogna “Essere ciò che si è”, di volta in volta secondo le evoluzioni che nella vita di ciascuno sono inevitabili, ed è meglio “Essere nulla se non si è sicuri di ciò che si è”. Il “Macbeth”, produzione del Teatro Stabile di Napoli e del Teatro Stabile di Catania in collaborazione con la Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia, sarà al Mercadante fino al 13 novembre.

Photo © Fabio Donato