giovedì, 21 Nov, 2019 Espresso napoletano

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Liquore d’amarena

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L’amareno, detto anche Visciolo o Amarasco, è un arbusto o albero alto dai 2 agli 8 metri con chioma piramidale e foglie dalla lamina di 5-8 centimetri. L’Amareno proviene dal Medio Oriente, dalle regioni dell’Armenia e del Caucaso. Si dice che l’abbia portato in Italia un generale romano, Lucullo, famoso per la sontuosità dei suoi banchetti. In alcuni antichi scritti si legge che Lucullo raccolse la pianta a Cerasonte, città dell’Asia Minore, e la trapiantò nei suoi giardini circa 65 anni prima di Cristo. La pianta si adatta facilmente ad ogni clima e non ha bisogno di particolari attenzioni, crescendo spesso anche in forma selvatica. Ama il sole, ma resiste anche alle basse temperature così come sopporta anche la siccità. Non ha particolari richieste per il terreno, cresce adattandosi a qualunque tipo. I frutti trovano largo uso in ambito culinario dove vengono usati per la produzione di sciroppi, marmellate, frutta candita e liquori come il vino di visciole. Sono molto ricchi di vitamina C e B. Anche le foglie trovano uso nella produzione di un liquore. Particolare è l’uso dei peduncoli dei frutti che vengono raccolti a piena maturazione e lasciati essiccare al sole. Hanno proprietà diuretiche e sono considerati un sedativo delle vie urinarie. Si utilizzano, quindi, come potente diuretico, come medicinale per cistite e per insufficienza renale. Il liquore di amarena, liquore ‘e foglie r’amarena nell’accezione napoletana, è una specialità prodotta nelle zone interne della regione dove, fino a qualche anno fa, la coltivazione delle amarene era molto diffusa. È un rosolio di colore isabellino, nocciola chiaro, con una gradazione alcolica di circa 30°, dal sapore particolarmente dolce. Sono giunte fino a noi due varianti del prodotto: l’una vede come ingrediente principale le foglie di amarena, l’altra i noccioli. Secondo la prima ricetta, si lasciano macerare cento foglie di amarena in un litro di vino bianco per circa 15-20 giorni, vi si aggiungono, poi, l’alcool e una soluzione zuccherina, fino a far raggiungere al composto una gradazione alcolica di circa 30°. La versione che prevede l’utilizzo dei noccioli di amarena vuole che questi ultimi vengano ben puliti e immersi in alcool a 90°, dove vengono lasciati macerare per 15-20 giorni. Vi si aggiunge, poi, lo sciroppo preparato a parte. La produzione del rosolio di amarene ha origini molto antiche, ma oggi sta cadendo in disuso a causa della minore diffusione della coltura dell’amarena.

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