mercoledì, 20 Nov, 2019 Espresso napoletano

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“Live”, Marco Abbamondi alla Reggia di Caserta

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La Reggia di Caserta, splendida cornice ricca di artistiche suggestioni, apre le porte  a “Live”, la nuova personale dell’artista Marco Abbamondi. L’inaugurazione è prevista sabato 4 novembre alle ore 11,30, nelle retrostanze degli appartamenti storici del Settecento, dove le opere di Abbamondi si fonderanno con le decorazioni del Palazzo Reale. La mostra, realizzata in collaborazione con la Direzione Generale della Reggia di Caserta e la Galleria Paolo Bowinkel di Napoli, è curata da Carla Travierso e ha ottenuto il matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee; sarà visitabile fino al 23 novembre.

Il percorso dell’esposizione è un percorso cronologico, che raccoglie 25 lavori dell’artista, dalla prima collezione “Ex_stasi” passando per “Bellesguard” fino a “Lands e Puro Pigmento” ed una inedita installazione. Cuore della mostra proprio “Lands”, collezione già esposta al Metropolitan Museum di Tokyo, il cui catalogo è stato pubblicato da Rogiosi editore; in questo percorso l’artista parte dall’utilizzo della materia, considerata allo stato naturale, grezzo, una materia che sembra contorcersi prima di esplodere, e simbolicamente dopo l’esplosione portare a una nuova realtà.

Si manifesta nelle opere esposte come un’onda sismica, un moto sussultorio, che porta il pensiero alla terra d’origine di Abbamondi, alla nostra terra così stratificata, dove il terreno sembra intento ad un continuo ribollire. Marco Abbamondi ha cominciato la sua carriera artistica con lavori su tela e su legno, che interpretavano in una sua personalissima maniera le architetture della città di Napoli; successivamente la sua produzione si è rivolta al contatto “fisico” con la materia, con gli elementi da forgiare e manipolare.

 

Le opere in mostra raccontano gli ultimi dieci anni di lavoro dell’artista, e mettono in evidenza l’aspetto scultoreo più che pittorico dei manufatti creati, grazie all’utilizzo di materiali che vengono dalla natura; ecco allora il cemento, assenza di luce e di colore, che indica la caducità della vita, reso vibrante dai pigmenti naturali che danno vita alle opere stesse. Marco Abbamondi vuole esprimere attraverso la sua arte quello che è lo scorrere della vita, che con il passare degli anni in un certo senso si consuma, si usura, senza per questo però perdere l’energia vitale che la anima, e che finché resiste la rende, appunto, vita.

Un percorso variegato dunque quello rappresentato alla Reggia di Caserta, dove antico e contemporaneo si fondono raccontando epoche diverse, ma soprattutto raccontando l’uomo, e l’essenza complessa della sua umanità, al di là dei secoli e della storia.