L’Oro rosso di Jan Fabre in mostra a Capodimonte e in altri luoghi

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Domani Jan Fabre sarà a Napoli per l’inaugurazione ufficiale della sua mostraOro Rosso. Sculture d’oro e corallo, disegni di sangue, allestita al secondo piano del Museo e Real Bosco di Capodimonte e curata da Stefano Causa insieme a Blandine Gwizdala.

L’esposizione dell’artista belga di fama mondiale è parte di un progetto più ampio che “anima” oltre Capodimonte altri tre storici luoghi napoletani: la chiesa del Pio Monte della Misericordia, il Museo Madre e lo Studio Trisorio.

Museo e Real Bosco di Capodimonte

Al Museo e Real Bosco di Capodimonte, l’artista espone disegni di sangue, sculture in oro e oggetti, databili dal 1970 ai giorni nostri, in dialogo con una selezione speciale di opere d’arte provenienti dalla collezione permanente del museo e da altre istituzioni museali napoletane, oltre a una serie inedita e sorprendente di sculture in corallo rosso, realizzata appositamente per Capodimonte.

Il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger, presentando la mostra in anteprima alla stampa, ha ricordato che l’idea di “Oro Rosso”, il cui nome deriva dall’antico nome del corallo, è nata in occasione di Jan Fabre. Naturalia e Mirabilia, mostra del poliedrico artista belga, inaugurata nel 2017 sempre a Capodimonte, nell’ambito del ciclo di esposizioni Incontri sensibili. In quell’occasione Fabre visitò a lungo il Museo e pensò ad una mostra da realizzare esclusivamente per Capodimonte. Oro Rosso. Sculture d’oro e corallo, disegni di sangue è una mostra straordinaria, di grande spiritualità e di una bellezza sconfinata, che siamo orgogliosi di ospitare – ha sottolineato Bellenger – . A Capodimonte Fabre è ricollocato in dialogo serrato, tra antichi maestri, italiani e nordici, che costituiscono il prezioso patrimonio di questo Museo. Da un lato questi confronti pongono Fabre in una luce nuova, dall’altro ci consentono di rinnovare il nostro sguardo sulla collezione permanente”.

Chiesa del Pio Monte della Misericordia

Nella chiesa del Pio Monte della Misericordia, in dialogo diretto con il capolavoro di Caravaggio Sette opere di Misericordia (1606-1607), sarà visitabile, da domani, la scultura di Jan Fabre The Man Who Bears the Cross (L’uomo che sorregge la croce) (2015), a cura di Melania Rossi. Sempre da domani il Museo Madre, con la curatela di Andrea VilianiMelania Rossi e Laura Trisorio, ospiterà in anteprima l’iconica scultura The Man who Measures the Clouds (L’uomo che misura le nuvole) (2018), in un’inedita versione in marmo di Carrara, allestita nel cortile d’onore del museo regionale d’arte contemporanea. “A Capodimonte e Studio Trisorio sono esposte opere che feriscono e seducono allo stesso tempo – spiega Melania Rossi, critica d’arte e curatrice dell’esposizione al Pio Monte di Misericordia – . Opere dalla forte componente emotiva e simbolica. Simboli che vengono dal passato religioso e dalla vita corporale di tutti noi. Per il Madre ed il Pio Monte di Misericordia, invece, abbiamo selezionato opere che parlano del destino dell’uomo oltre sé stesso, della volontà di oltrepassare i propri limiti”.

Studio Trisorio

Presso la storica galleria Studio Trisorio, oggi sarà inaugurata la mostra dal titolo Tribute to Hieronymus Bosch in Congo (Omaggio a Hieronymus Bosch in Congo), a cura di Melania Rossi e Laura Trisorio: una selezione di opere di Jan Fabre realizzate completamente con di gusci di scarabei iridescenti. “Dalla sinergia tra istituzioni museali – ha aggiunto Laura Trisorio – nascono eventi di grande portata come quello odierno. Il nostro compito è quello di aiutare gli artisti a realizzare i propri sogni, in cambio abbiamo l’opportunità straordinaria di vivere e promuovere queste imperdibili esperienze. Lo studio Trisorio ospiterà grandi pannelli e sculture a mosaico di scarabei ispirati alla triste e violenta storia della colonizzazione del Congo Belga”.

Museo Madre

La mostra è frutto di uno straordinario metodo di lavoro, il cui perno è la rinnovata collaborazione tra musei e istituzioni culturali del territorio che ci consente di valorizzare il nostro patrimonio culturale – racconta il direttore del Madre Andrea Viliani -. Nel quadro di questa sinergia al Madre vedremo una sola opera “L’uomo che misura le nuvole” che riesce a condensare il senso stesso dell’arte: misurare le nuvole, attività tecnicamente impossibile, è proprio ciò che la cultura deve fare, invitare a scoprire cose che non penseremmo di essere in grado di fare. Un invito alla libertà e alla visione”.

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