giovedì, 19 Set, 2019 Espresso napoletano

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L’Oro Verde del Cilento

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Sbuca, tra le colline ammantate d’ulivi, l’antico borgo di Albanella che, dall’alto, a metà strada tra i Monti Alburni e il Golfo di Salerno, guarda la rigogliosa piana del Sele.Fondata nell’XI secolo dai fuggiaschi di Paestum in ritirata dopo le incursioni saracene, Albanella sorge sul versante nascosto della collina, lontano dalle mire di eventuali invasori provenienti dal mare. Orme della storia riaffiorano dalle architetture religiose tra cui, proprio nel cuore del paese, troviamo la Chiesa di San Matteo del 1400, famosa sia per la notevole lavorazione dell’organo che per il soffitto a cassettoni, e la Cappella della Congrega del SS. Rosario, risalente al 1800, nota per il pregevole valore artistico della facciata esterna maiolicata, di fattura vietrese, raffigurante la Madonna del Rosario tra San Domenico di Guzmán e Santa Caterina da Siena. Una particolare menzione va alla Chiesa di Santa Sofia, costruita in posizione dominante nei pressi di un pianoro affacciato sulla valle di Paestum e all’interno della quale, oltre alle tre navate, al pronao e ai locali della sagrestia, si possono visitare i residui murari dell’antica parrocchia e le reliquie della santa patrona. Per gli amanti della storia sveliamo anche un’altra chicca: in alcuni particolari periodi dell’anno è possibile visitare, all’interno dello storico Palazzo Anzisi, il Museo Etnografico della Civiltà Contadina, dove sono esposti oggetti da lavoro e attrezzi di ogni epoca. Ma approfondiamo il tema delle ferie locali. Oltre alla festa patronale di Santa Sofia, ricorrente il 15 di maggio, ciò che attira maggiormente l’attenzione di turisti e gitanti è certamente la Sagra dell’Olio Cilentano, meglio conosciuta come “Giornata Promozionale dell’Olio Extravergine d’Oliva”. Profondamente radicata nella tradizione territoriale di Albanella è la lavorazione dell’Oro Verde e in particolare della pregiata varietà della Rotondella, che affonda le sue origini in un passato lontano. La leggenda narra che le prime piantagioni siano state innestate sul territorio cilentano dai coloni Focesi, originari della Grecia, sebbene taluni recenti ricerche archeobotaniche ne rilevino la presenza già a partire dal IV secolo a.C. Quel che è certo, per tornare ai giorni nostri, è che tutto il sapore degli ulivi secolari della zona ben si può gustare nei piatti tipici offerti durante la fiera e cucinati “a dovere” dalle brave massaie che, tra i vicoli del centro storico, spalancheranno le porte delle taverne contadine per servire con simpatia gli ospiti. Lagane e ceci, pizza cilentana, trippa e fagioli, soffritto, cicoria e patate, broccoli e salsiccia, sfrionza e, ancora, spaghetti aglio e olio, porchetta, acqua-sala, vicci fritti e dolci tipici cilentani, il tutto bagnato dal buon vino locale e accompagnato dall’allegria della musica folk. Non mancheranno le esposizioni artigianali e la vendita dei prodotti tipici agroalimentari per chi vorrà portare con sé un po’ di questa terra!