Miano, nasce il “Museo per la Legalità”

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L’Arte è uno dei mezzi più significativi per crescere e migliorare come professionisti, perché, al netto dei nozionismi, ha uno scopo ben preciso. Quello di agire sulla nostra tavolozza emotiva e di calibrare le tempeste, gli squilibri, le oscillazioni, i pieni e i vuoti che disegnano l’architettura del nostro animo. L’arte che compensa, riassetta, livella, potenzia e mitiga, può essere considerata come una splendida terapia contemplativa? Ne è certo convinta la Dirigente Scolastica prof.ssa Giuseppina Mazzocchella che, il 27 giugno scorso, alla presenza del Sindaco de Magistris e di tutta la comunità scolastica, ha inaugurato il primo Museo della Legalità, attiguo all’Istituto comprensivo Rodari-Moscati che dirige da tempo con competenza e determinazione nella critica e vibrante area nord di Napoli.

rodari moscati mazzocchella de magistris

L’arte è sempre inclusiva perché in grado di unire e tenere insieme l’oggetto e il soggetto – afferma la Dirigente Mazzocchella –  pensiamo alla musica, alla scultura, alla poesia, al balletto, al cinema, alla pittura. L’arte per sua natura non separa ma integra. Ecco perché ho sorretto con forza e tanto impegno la nascita di questo presidio della Legalità. L’ho concepito come luogo di aggregazione, riqualificazione del territorio, di maturazione e crescita civile, attraverso ideali come l’integrazione, la solidarietà, la felicità e l’educazione permanente; è uno spazio importante perché al di fuori delle aule, dove i ragazzi possono trovar sollievo e svolgere le attività didattiche attraverso le varie sfaccettature ed espressioni di quella creatività che dobbiamo valorizzare negli studenti, spingendo al rispetto e alla condivisione”.

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Perdersi ma ritrovarsi, ignorare ma poi conoscere, passare da uno stato all’altro, e sollecitarne il passaggio per immergersi nella vita in maniera sempre più consapevole apprezzando ogni aspetto del vissuto; perché nulla è inutile, anche cambiare, ad esempio, le denominazioni di ciascun plesso scolastico di pertinenza con nomi quali Van Gogh, Chagal, Picasso. Questa è la funzione del Museo appena nato: divenire consapevoli che vivere è cercare di cambiare sempre in meglio, rintracciando quel modo sempre nuovo di “osservare attento”, che permette di accedere al mondo dell’altruismo, della gratitudine e della responsabilità.

museo per la legalità rodari moscati

Un progetto che mira a prevenire il disagio e l’ingresso dei minori in percorsi di marginalità e delinquenza, sostenendo la genitorialità e la socializzazione tra pari: “Far emergere le propensioni, gli interessi e la attitudini del singolo giovane studente che ha realizzato le opere  – continua la Dirigente Mazzocchella –  significa individuare percorsi educativi alternativi, validi, adeguati a tutte le specifiche situazioni di disagio (evasione e/o abbandono scolastico, bullismo, violenza, difficoltà d’inserimento, problemi comportamentali ecc.). Il Museo è una maniera per reggere le motivazioni delle famiglie, renderle complici, partecipative, reattive, attraverso azioni di coinvolgimento attivo culturale”.

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Si tratta di una nuova opportunità per far riflettere i giovani sul mondo che li circonda, di interiorizzare sentimenti e inclinazioni, di aggiungere alle loro esperienze quotidiane possibilità per affinare il concetto di bellezza; di guardare sempre con estrema attenzione ai dettagli, alle cose che di solito sono invisibili, ingaggiando così una sfida metaforica nel ricercare in profondità quel che è unico e irripetibile. Organizzato nell’ambito del progetto “Miano in Testa” che ha messo insieme scuola, studenti, familiari, associazioni, istituzioni, per una vera e propria ondata culturale, il Museo della Legalità riporta il fare e l’essere al posto giusto, allinea corpo, cuore, mente; spinge verso l’alto, verso un’elevazione a cui tutti gli studenti dovrebbero tendere, per ritrovarsi, riconoscersi e ampliare le loro conoscenze.

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“Un passaggio importante, questo, – ha precisato il sindaco Luigi de Magistris – per un percorso straordinario che questa comunità scolastica sta portando avanti con un grande lavoro di squadra che sta dando dei risultati incredibili”. Dedicato alla commemorazione delle vittime della criminalità organizzata, nei progetti dell’impegnatissima e infaticabile dirigente, il Museo della Legalità sarà un work in progress di incontri culturali tout court, di percorsi formativi e di azioni per l’avviamento al lavoro rivolte ai giovani del territorio. Ma soprattutto di mostre e performance artistiche perché “diventare consapevoli del bello – ha concluso Giuseppina Mazzocchella – vuol anche dire abituarsi alla gratitudine e alla responsabilità”.

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ph. PeriferiamoNews

Il Museo della Legalità, è solo l’ultima tappa di una serie di attività culturali già realizzate dalla Dirigente Giuseppina Mazzocchella, agite attraverso protocolli di intervento stipulati con la scuola e il Comune di Napoli, nella veste di Luigi De Magistris e l’Assessore alla Cultura Annamaria Palmieri; con le Forze dell’Ordine; con il patrocinio con l’Esercito Italiano: tasselli importanti a formare un puzzle strutturato e coerente. Si ricordano le Giornate della legalità, insieme alla cooperativa sociale “Il Quadrifoglio”; le giornate della violenza sulle donne, insieme all’ASL territoriale e gli agenti di polizia; le Giornate della Memoria delle vittime innocenti delle mafie; l’evento con Don Luigi Merola, insieme allo scrittore Paolo Miggiani; quello legato alla piantagione di un albero della legalità nell’orto già in essere, conclusa con una particolare lezione di educazione civica a cura dell’ Assessore ai giovani Alessandra Clemente; l’incontro con Ad alta voce, del maestro Carlo Morelli; quello con l’Associazione Dream Team di Patrizia Palumbo; le manifestazioni I Maestri del lavoro, con il console Luigi Caroppo, assieme a “Miano Protagonista”. La mattina dell’inaugurazione erano presenti, oltre quelli citati, Pina Conte, Assessore all’Istruzione della Regione; Marina De Blasio, dell’Ufficio Scolastico Regionale; il magistrato Carmine Antonio Esposito; il direttore di “Manital”, Roberto Colombo con Giorgio Bettelli; Elena Alessandra Anticoli De Curtis; la famiglia di Attilio Romanò, vittima incolpevole della camorra, tutte personalità eccezionali, generosamente impegnate al sostegno del nuovo presidio di legalità e cultura.

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