Miriam Candurro: “La recitazione mi dà un senso di liberazione”

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Una passione per la recitazione che si intreccia a quella per la scrittura e la lettura. Un volto elegante, che tradisce un amore incondizionato per la propria terra: Napoli e il Meridione. Dietro lo schermo ha interpretato i ruoli più disparati, dall’amatissima Serena nella soap Un Posto al Sole ad una cantante neomelodica in Vieni a vivere a Napoli: oggi la giovane e talentuosa attrice Miriam Candurro si racconta così.

Recentemente hai vinto il premio “Miglior Attrice di Fiction” al Galà del Cinema e della Fiction. Che ne pensi di questo festival tutto campano?

Sono molto orgogliosa del Galà del Cinema e della Fiction perché l’ho visto nascere. Ero qui già dalla prima edizione, quando era ancora una scommessa. Dopo nove anni è diventato un punto di riferimento, che raggruppa eccellenze da tutta Italia. Credo incarni la giusta rappresentazione che merita la nostra città.

A cosa stai lavorando attualmente?

Tra un mese partono le riprese della seconda stagione dei Bastardi di Pizzofalcone. Giorgia Romano, il mio personaggio, avrà un’evoluzione molto particolare rispetto alla prima stagione. La storia avrà un peso diverso, chi ha letto i libri sa. Il mio personaggio è stato molto sentito dalle donne che purtroppo ancora oggi subiscono violenza. Sono orgogliosa di poter rappresentare loro sullo schermo.

 

Cosa ami del tuo lavoro?

La possibilità di diventare altro da me stessa: dimenticare Miriam ed essere un’altra donna con un’altra vita, un’altra storia, un altro passato. Questa è una cosa bella, una fortuna che augurerei a tutti per il senso di liberazione che dà.

C’è un luogo di Napoli a cui sei particolarmente legata?

Il Chiatamone. Perché al di là della bellezza del luogo, c’è la storia che esce fuori dalle mura dei palazzi antichi. La possibilità di vedere il mare che all’improvviso spunta dai palazzi, è qualcosa che apre il cuore.

Cosa sognavi di diventare da bambina?

La scrittrice… ho questa passione fin da ragazzina. Ma questo sogno sta per avverarsi: ho scritto un libro che si intitola “La prima notte al mondo”, in collaborazione con un bravissimo scrittore napoletano, Massimo Cacciapuoti, che ho conosciuto durante la promozione del suo romanzo precedente. Abbiamo scritto una storia, ma è come se ci fosse stata già, nell’aria… aspettava solo di essere scritta. E’ stata una cosa un po’ magica. Racconta di due adolescenti che pensano che le loro diversità siano degli handicap, ma in realtà li rendono unici. Il romanzo uscirà a marzo, edito da Garzanti. 

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