mercoledì, 20 Nov, 2019 Espresso napoletano

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Napoli e Marinella, dai tempi di Matilde Serao a oggi

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Cent’anni di bellezza.

La saracinesca della piccolissima boutique con vista mare si solleva di primo mattino. È come se Maurizio Marinella volesse far impregnare i suoi tessuti con quell’aria salina che al primo spuntar del sole inebria tutt’intorno piazza Vittoria. Un profumo che quasi diventa il tocco speciale delle sue cravatte. Accessori unici. Pezzi rari a metà tra il British style e tutta l’essenza che Napoli riesce a donare.

cravatte Marinella

Capi centenari ma attualissimi. Tradizione e bellezza si fondono da tre generazioni, da quando Marinella si ritaglia uno spazio nella moda mondiale sfruttando pochissimi metri quadrati. Era il 1914 quando Don Eugenio Marinella decise, dimostrando coraggio ed intraprendenza, di aprire la sua maison alla Riviera di Chiaia quello che da sempre è stato definito un ‘piccolo angolo di Londra a Napoli’.
Un uomo, Don Eugenio, che aveva il sogno di arrivare sul mercato internazionale. Puntò quindi non solo sul bello, ma anche su quel passeggio di partenopei nella zona di Chiaia che piano piano sono diventati suoi ambasciatori. E oggi Don Eugenio Marinella è considerato sinonimo di cravatta. Ma non è stato sempre così.
All’inizio fu anche la camicia e tutto il corredo maschile che, all’epoca, poteva contenere un baule. Il suo obiettivo fu quello di creare un legame solido tra il suo marchio e la città. E dopo 100 anni Marinella ha voluto ringraziare chi, indossando i preziosi capi, ha fatto parte di questa storia. Amici, piuttosto che clienti, i quali Marinella nel tempo ha ‘viziato’. Basterebbe elencare i presidenti della Repubblica Italiana, Da Enrico De Nicola che prediligeva il classico blu, Luigi Einaudi che invece sceglieva nuance chiare così come Saragat.
Per vedere una cravatta a fantasia bisognerà attendere la scelta di Giovanni Leone e poi di Sandro Pertini.

Sandro Pertini

Ma fu Francesco Cossiga che scelse Marinella come cadeaux istituzionale regalando cravatte ai capi di stato durante le visite ufficiali, concretizzando ancor di più quel sogno fatto di passione ed eleganza del made in Naples di Don Eugenio. Un marchio che arriva esclusivamente nelle boutique di Milano, Lugano, Londra, Tokyo e Baku, oltre a selezionati punti vendita esteri quali Bergdorf&Goodman a New York, Le Bon Marché Rive Gauche e la boutique del Four Seasons Hotel George V a Parigi e Le Bon Génie a Ginevra.

“Rappresento una realtà famigliare e artigianale profondamente legata alla città di Napoli – spiega Maurizio Marinella oggi titolare dell’azienda – e non voglio che questa caratteristica vada perduta. Ho valutato attentamente l’espansione commerciale selezionando accuratamente le città in cui essere presente che garantiscano il rafforzamento del mio marchio da una parte e la diffusione dell’immagine del Made In Naples all’estero. Nei nostri negozi vogliamo trasmettere eleganza e stile, ma soprattutto l’accoglienza e il calore tipicamente italiano. Il cliente da noi deve sentirsi coccolato e seguito personalmente sia quando acquista una cravatta già pronta che quando sceglie tra i numerosi square da cui sarà ritagliata la cravatta su misura”.

marinella cravatte

Da non perdere nell’ambito dei festeggiamenti per i 100 anni del marchio la mostra allestita da Marinella a Palazzo Reale dove si svelano cimeli non solo dall’archivio di famiglia ma anche dagli armadi dei clienti affezionati e storici che per l’occasione hanno prestato il loro piccolo tesoro. Cappelli, camice da notte e anche scambi epistolari custodite gelosamente fin ora.