giovedì, 22 Ago, 2019 Espresso napoletano

Storie e bellezze di Napoli on line

Napoli, mon amour

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Credo sia davvero impossibile trovare in tutto il mondo una città complessa come Napoli. Madre e matrigna, lei è innegabilmente straordinaria. Come straordinario è quel senso di appartenenza che suscita in tutti coloro che in questa terra ci nascono, la sua capacità di svelarsi e di lasciarsi scoprire.

Per il suo libro, la giornalista Anna Paola Merone avrebbe preferito il titolo ‘La mia Napoli segreta’, “perché svelo i miei indirizzi privati, le mie preferenze, la mia città intima”. In stampa ci va Napoli, mon amour (L’Airone), come da volontà dell’editore perché il libro rientra in una collana dove ci sono già New York, Parigi, Milano, Roma.

merone

Crea un inatteso patchwork Anna Paola nel suo libro, che si rivela una guida decisamente culturalglam (tra luoghi d’arte, spazi dello shopping ricercato, ristoranti e alberghi) capace poi di incrociare sulla sua via la tradizione tutta napoletana di santi e madonne agli angoli di strada; o dello street food che oggi, con la piazza a portafoglio mangiata da Clinton, diventa moda ma che se contempla, come in Napoli, mon amour, anche ’o per e ’o muss, rimanda a ricordi da bambina quando camminavo mano nella mano con il mio papà per le strade della città.

o per e o muss

“Ho scelto i posti seguendo l’istinto – racconta l’autrice – Quelli che mi hanno lasciato qualcosa dentro e che si imponevano per qualcosa di unico sono finiti nel libro. Li avevo ‘incrociati’ per il mio lavoro, passeggiando in città, uscendo di sera e li ho riportati alla luce: avevo voglia di raccontarli”. E il tocco glam al libro lo dà anche Federica Rispoli, l’illustratrice, con immagini che sembrano quasi bozzetti di moda.

Napoli, mon amour si propone al lettore come una guida decisamente culturalglam, in cui però trova spazio anche Aurelio, l’acquafrescaio della Riviera di Chiaia. Perché?
Aurelio è super glam. È il luogo dove dopo mezzanotte si ritrovano quelli che hanno mangiato in un patinato ristorante di Chiaia e tornano a casa verso Posillipo. Gruppi che si incrociano con altri gruppi in un trionfo di contaminazioni metropolitane.

aurelio

Alessio Visone è “il paradiso della moda”. Con Marinella si sceglie una cravatta all’alba. I “Gemelli da polso” di Cristiano Barbarulo diventano “gemelli da Oscar”. Da Kelene si insegue “il soffio di un ventaglio”. E Cilento è “il salotto dei gentiluomini”. Ognuno di questi luoghi è raccontato, con aneddoti e particolari, al di là della storia che racchiude.

Sono le storie che fanno la differenza. Le storie sono l’anima di questi luoghi e li rendono speciali. E rendono questo libro lo strumento indispensabile per conoscere la città dietro la facciata. In fondo una cravatta potrebbe essere scelta con uno sguardo e portata via, ma cercare quella giusta sapendo che negli stessi scaffali ha fatto la stessa cosa Luchino Visconti o Alberto Moravia è una sensazione speciale. O ammirare un paio di gemelli utilizzati per un film candidato agli Oscar non è cosa da tutti i giorni, magari ci si può sbilanciare fino a chiederne una copia. E, ancora, capire nell’atelier di Alessio Visone perché le donne napoletane sono così chic e nel salotto Cilento perché i gentiluomini napoletani sono eleganti oltre le mode.

Il luogo del benessere cittadino è Pausylia Therme. Cosa rende questo luogo affascinante?
Acque termali a parte? Le vasche, la sauna e il bagno turco con vista sul mare e, ad un passo, la spiaggia. Palazzo Donn’Anna e il Golfo di Napoli sembra si possano afferrare con una mano.

pausilya

Parli anche di cibo. Impresa ardua far convivere lo street food, tra ’o per e ’o muss e la pizza a portafoglio, con le friggitorie, luoghi ricercati come Birdy’s Bakery, Kukay Nibu e le storiche pizzerie.

Impresa ardua, ma non a Napoli. Napoli è una città che ha recepito sapori e suggestioni diverse con allegra compiacenza. E nel libro con lo stesso spirito scanzonato sono entrati il cibo giapponese e le zeppole fritte, i dolci americani e la pizza piegata a libretto.

Tutto ciò di cui parli sono eccellenze made in Naples anche con succursali in altre città, come la pescheria Mattiucci.
Mattiucci è andato a Londra e ha portato lì il pescato del Mediterraneo. Insomma Napoli va nel mondo, ma c’è una grandissima parte del mondo che arriva a Napoli perché scoprire queste eccellenze qui, di fronte al Golfo, è una sensazione impagabile.

E non dimentichi gli antichi mestieri. Oltre alla Legatoria Artigiana, c’è ancora qualche mestiere del passato che sopravvive?
Molti resistono. Due esempi per tutti: l’arte presepiale e la lavorazione dei marmi. Capi di Stato, protagonisti dello show business internazionale, capitani di industria. C’è una vera e propria processione di notabili che a Napoli arrivano per cercare pezzi originali per le proprie case o da regalare.

presepe Scuotto

È fortemente sentito a Napoli il culto. Con Napoli, mon amour si fa anche un giro tra chiese, monasteri e cappelle votive.
Un giro utile per entrare nello spirito di una città divisa fra sacro e profano. Provate a entrare nella cappella del Tesoro di San Gennaro. Un’esperienza indimenticabile. Il tesoro ha un valore superiore a quello della Corona inglese e il prodigio dello scioglimento del sangue è un mistero nel quale calarsi senza porsi troppe domande. Sulle edicole votive, poi, si intrecciano storie personali, minime, che svelano il rapporto unico fra il Cielo e Napoli.

Hai cercato di non dimenticare nessuno di quelli che sono ormai i luoghi più amati dai napoletani. Quelli degni di nota come Gay Odin.
Il tempio della cioccolata è un indirizzo per golosi. Dove fermarsi per concedersi un peccato di gola, ma anche per scoprire la storia di una fabbrica di cioccolato che è più bella ancora di quella di Willy Wonka.

copertina del volume