giovedì, 14 Nov, 2019 Espresso napoletano

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Napoli non dimentica il “diritto alla felicità” di Filangieri

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A distanza di duecentoventi anni dai moti rivoluzionari del 1799, Napoli decide di omaggiare Gaetano Filangieri, che ne fu ispiratore, dedicando al suo “diritto alla felicità” il “Maggio dei monumenti”, giunto alla 25esima edizione. Il giurista protagonista di questa rassegna, da mente illuminata quale era, lavorò attivamente nella difficile Napoli settecentesca, che appariva segnata da una profonda contraddizione: da un lato l’attività dei pochi intellettuali che in quegli anni tentavano di “vincere le tenebre dell’ignoranza con il lume della ragione”, dall’altra l’arretratezza sociale e le disuguaglianze che affliggevano la massa contadina, vittima dei soprusi di nobiltà e clero.

diritto alla felicità

Proprio nelle condizioni che pochi decenni dopo sarebbero diventate note col nome di “questione meridionale”, Filangieri con la sua “Scienza della legislazione”, riformò la dottrina giuridica, indirizzandola verso la realizzazione dello sviluppo socio-economico degli stati.
La portata di quest’opera fu a tal punto rivoluzionaria che la Chiesa, di cui egli aveva denunciato i privilegi, decise di metterla all’indice dei libri proibiti. Neppure questo però impedì la divulgazione del pensiero di Filangieri, che giunse oltreoceano ad ispirare e influenzare Benjamin Franklin nella stesura della “Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti”. Fu proprio Gaetano Filangieri infatti, a parlare per primo di una felicità nazionale, intesa non come stato d’animo ma piuttosto come la quota di benessere che spetta a tutti gli uomini e che ogni buon governo dovrebbe garantire. Da qui il noto “diritto alla felicità”.

diritto alla felicità

A causa della prematura scomparsa per tubercolosi, nel 1788, l’ingegnoso giurista non ha assistito a due di quelle che possiamo considerare le pagine più significative della storia dei popoli e dei diritti: la Rivoluzione francese, della quale Filangieri è considerato un padre, e la breve Repubblica napoletana che, animata dagli ideali di fratellanza e giustizia, ha un legame evidente con la sua riflessione. Dunque la scelta de “Il diritto alla felicità. Filangieri e il ‘700 dei Lumi come fil rouge degli eventi del mese, sembra senz’altro il modo migliore per celebrare non solo un uomo che ha contribuito al progresso culturale e sociale della nostra città, ma soprattutto il suo pensiero che, quasi dotato di una propria autonomia, ha continuato ad incidere nel tempo e oltre i confini nazionali, sulla storia del diritto e dei popoli.

Segnaliamo a questo proposito due mostre ancora in corso:
– Il diritto alla felicità. La stagione delle riforme nel Regno di Napoli.
Aperta fino al 15 Giugno presso la Biblioteca Nazionale (Sala esposizioni) e riguardante il movimento sorto attorno alla figura dello studioso napoletano.

– Gaetano Filangieri. Lo Stato secondo ragione.
Aperta fino al 2 Giugno presso il Maschio Angioino per ripercorrere, attraverso opere d’arte e documenti, le tappe della vita di G. Filangieri.

Studentessa di legge, amante della parola da sempre. Insaziabile curiosa, sono costantemente in cerca di nuovi volti, paesaggi, emozioni con cui confrontarmi. Cultrice del vintage e appassionata di film e musica molto più anziani di me. Scrivo per catturare un po' della bellezza che incontro.