NeaPolisRestArt, un “museo diffuso” alla scoperta di Forcella

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Pochi lo sanno, ma Forcella, al di là delle notizie sensazionalistiche di cronaca nera, è uno scrigno di tesori da scoprire. Il quartiere, a ridosso delle arterie turistiche di via Duomo e via Tribunali, vanta infatti numerosi antichissimi edifici e testimonianze archeologiche – resti di colonne, trabeazioni, lastre marmoree e capitelli in ogni vicolo e palazzo. Gran parte di questi monumenti e la storia che essi portano non solo non è valorizzata adeguatamente, ma anche sconosciuta alla stessa cittadinanza. Inoltre l’area, da lungo tempo esclusa dai tradizionali circuiti turistici, ha una posizione strategica di porta d’ingresso alla città per chi arriva dalla Stazione Ferroviaria di Piazza Garibaldi.

Per tutti questi motivi, l’archeologa Paola Filardi, fondatrice e direttrice dell’associazione “Agorà”, ha immaginato un progetto virtuoso che mette in relazione Forcella con il MANN Museo Archeologico Nazionale di Napoli attraverso un percorso immaginato che potrebbe trasformarsi in un vero e proprio “museo diffuso”, potenziando l’indotto turistico verso il MANN, al territorio confinante e viceversa. L’idea nasce dalla virtuosa  esperienza che la Filardi, armata di spirito di iniziativa e tanta passione per la storia antica di questa città, ha maturato a Forcella nel corso di questi anni in cui ha coinvolto cittadini e popolazione locale alla riscoperta di monumenti e luoghi desueti attraverso mini tour teatralizzati detti “Vascio Tour”. 

Questa volta il progetto riguarda un’area maggiore e vede la creazione di una rete virtuosa di collaborazioni con il MANN e l’Accademia di Belle Arti col patrocinio del Comune di Napoli. Altro dettaglio degno di nota, NeaPolisRestArt interessa alcune scuole del territorio attraverso una serie di attività extrascolastiche con i ragazzi all’interno degli istituti e soprattutto del MANN, mirate ad attraversare questioni e storie dell’antichità con i giovani allievi e a far loro conoscere – e magari riscrivere e ridisegnare – le opere e i miti a loro legate. Assieme alle attività con i più piccoli, il progetto prevede altri due punti focali incentrati sulla questione della narrazione: il primo, in collaborazione con il tavolo Street Art del Comune di Napoli, riguarda la creazione di alcuni murales curati da artisti e writer napoletani (ma non solo) che si occuperanno di riprodurre liberamente e nel loro stile alcuni delle opere scelte del Museo Archeologico Nazionale.

L’altro punto prevede un vitale – e ormai desueto – lavoro di raccolta di narrazioni del e sul territorio attraverso una serie d’interviste e storie di vita che saranno poi riunite in una pubblicazione, al fine di ricucire i fili della memoria antica (e spesso abbandonata) del cuore della città e farla interagire col presente. Tutto questo permetterà di creare un itinerario alternativo che si sviluppa su più e diversi livelli di narrazione che vanno dal murales, ai laboratori con i futuri cittadini di Napoli, alle interviste. Questo modello inedito di racconto di una zona dimenticata della città potrebbe essere in seguito applicato anche ad altre aree inesplorate del centro antico. L’obiettivo è riqualificare e far conoscere anche agli stessi napoletani le ricchezze di Napoli, a cominciare da Forcella. 

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