mercoledì, 24 Lug, 2019 Espresso napoletano

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Noa all’Arena Flegrea con un concerto speciale

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A distanza di 7 anni dalla sua ultima esibizione partenopea al Teatro San Carlo, Noa, artista versatile, voce tra le più emozionanti e raffinate del panorama internazionale, ritorna sul palcoscenico napoletano martedì 23 luglio, alle 21, all’Arena Flegrea con un concerto speciale, accompagnata da Gil Dor (chitarre e direzione musicale), Or Lubianiker (basso elettrico) e Gadi Seri (percussioni) e con la partecipazione straordinaria dei Solis String Quartet, noto quartetto d’archi, formatosi al Conservatorio di San Pietro a Maiella, che da anni con sapiente originalità mescola jazz, world music, pop e musica contemporanea vantando collaborazioni di calibro internazionale.

All’Arena Flegrea l’artista israeliana porterà uno spettacolo inedito dal titolo “Letters to Bach from Napoli”, tratto dal suo lavoro discografico “Letters to Bach” – uscito il 15 marzo scorso per Believe International e prodotto dal leggendario Quincy Jones – in cui riprende undici brani strumentali di Johann Sebastian Bach e li arricchisce con le sue parole, grazie ai testi in inglese ispirati a temi che spaziano dalla sfera personale a una più universale.

Ma quello di Napoli sarà un concerto diverso rispetto alle altre tappe del tour mondiale: andrà oltre i confini di genere musicale e della lingua e riuscirà a parlare al cuore delle persone e ad emozionarle, creando un punto di contatto tra di loro. Un omaggio al compositore tedesco e alla canzone partenopea, grazie alla presenza dei Solis String Quartet con cui Noa ha già collaborato in passato, unita alla capacità di sperimentare di un’artista che in 28 anni di attività ha saputo attraversare stili e argomenti, sempre in perfetta armonia tra di loro.

Un binomio, Bach e la canzone napoletana, che conferma il legame profondo tra la cantante cresciuta sotto la guida artistica di Pat Metheny e Quincy Jones e Napoli, da lei omaggiata nel 2011 con l’album Noapolis in cui ha ripreso alcuni tra i più bei brani del repertorio classico partenopeo, come Santa Lucia Luntana e I’ te vurria vasa’.

E il legame che unisce l’artista israeliana alla città di Napoli, da sempre aperta e accogliente della diversità, poggia anche sul suo profondo impegno per la pace e l’incessante sostegno culturale in favore del dialogo e della convivenza religiosa che nel nostro Paese l’ha vista insignita di vari premi e onoreficenze tra cui lo scorso anno la nomina di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.