Nuovi ritrovamenti a Pompei: emerge la sagoma di un cavallo

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Pompei, continua la sorpresa. Recenti scavi hanno portato alla luce un’antica tomba e alcuni ambienti di una grande villa suburbana, dove è stato possibile ricostruire, con la tecnica del calco, la sagoma di un cavallo.

apertura tomba

L’OPERAZIONE. Siamo nell’area suburbana, fuori le mura del sito archeologico, precisamente nella cosiddetta Civita Giuliana: il complesso, negli ultimi decenni è stato interessato da scavi clandestini, individuati grazie alla scoperta di cunicoli sotterranei, esplorati dai Carabinieri con il supporto logistico dei Vigili del Fuoco. I cunicoli, realizzati seguendo le pareti perimetrali degli ambienti e provocando brecce nei muri antichi, hanno danneggiato gli intonaci, distrutto parte dei muri, trafugato e rovinato oggetti. L’esigenza di interrompere in modo definitivo tali azioni delittuose di depauperamento del patrimonio archeologico nazionale ha determinato la necessità di realizzare una nuova campagna di scavo attraverso un’operazione sinergica tra Parco Archeologico di Pompei e Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

cunicoli clandestini

LA VILLA. L’intervento ha portato alla luce una serie di ambienti di servizio di una grande villa suburbana conservata in maniera eccezionale, dalla quale sono emersi anche diversi reperti (anfore, utensili da cucina, parte di un letto in legno di cui è stato possibile realizzare il calco) e una tomba del periodo post 79 d.C. che custodiva lo scheletro del defunto. La villa era stata già in parte indagata agli inizi del ‘900: della sua conformazione erano stati individuati 15 ambienti riferibili a due settori della villa, uno residenziale e l’altro produttivo. L’attuale campagna di scavo ha invece messo in luce il settore produttivo – servile e l’ area (sud e sud-ovest della struttura) destinata ad uso agricolo.

tomba

IL CAVALLO. Tra gli ambienti individuati è emersa una stalla con resti equini. E’ stato possibile individuare una mangiatoia la cui struttura, probabilmente costruita in materiale deperibile, è ancora visibile unicamente grazie al calco in gesso. Allo stesso modo, l’individuazione, nella zona centrale della stalla, di un vuoto causato dal deperimento di materiale organico all’interno dello strato denominato “tuono”, ha consentito la realizzazione di un calco in gesso di un cavallo.

sagoma cavallo pompei

Sappiamo, dal De Rustica di Columella, che il bestiame equino si divideva in tre categorie. Vi era una razza più nobile, che offriva cavalli per i giochi del circo e per le gare; poi vi erano i muli, che per i guadagni dati dalla loro prole potevano essere paragonati alla razza nobile; ed infine, come meno pregiata di tutte, viene menzionata la razza volgare, che produceva mediocri maschi e femmine. Il cavallo di Civita Giuliana doveva far parte della “razza più nobile”. Esso era indicatore della ricchezza del padrone per la sua imponenza dimensionale, probabilmente frutto di accurate selezioni, ed i sui finimenti di pregio, in ferro e bronzo.

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