sabato, 21 Set, 2019 Espresso napoletano

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Omaggio a Dorian Gray

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Questa volta, consentiteci un piccolo strappo alla regola. Vi proponiamo una pellicola conosciutissima di Totò e Peppino, ma questa volta non per parlare del superbo duo di comici. Il lungometraggio è solo l’occasione per ricordare colei che interpretò nel film di Camillo Mastrocinque la malafemmina: la splendida Dorian Gray, al secolo Maria Luisa Mangini. Fu attrice di rivista e di cinema, un sex symbol negli anni ‘50 e ‘60. Federico Fellini la chiamò per interpretare Jessy, l’amante di Amedeo Nazzari nel film “Le notti di Calabria”. Nei panni della benzinaia Virginia ha invece recitato ne “Il grido” di Michelangelo Antonioni. Fu insignita con un Nastro d’Argento come migliore attrice non protagonista per il film “Mogli pericolose” di Luigi Comencini. Era bionda, bella e spiritosa, Maria Luisa. E il suo animo nordico – era nata a Bolzano – non le impedì di trovarsi a proprio agio con il duo comico partenopeo per eccellenza: Antonio De Curtis e Peppino De Filippo. Lei che a soli 14 anni già calcava il palcoscenico accanto a Gino Bramieri ed Erminio Macario in “Votate per Venere”, successo che la portò accanto alla regina del varietà, Wanda Osiris, in “Gran baldoria” di Garinei e Giovannini. Nel 1956, quando interpreta “Totò, Peppino e la… malafemmina” ha solo vent’anni. A partire da quella data comincia una serie di interpretazioni accanto ai più grandi nomi del cinema nostrano. L’ultimo suo film è stato “Fango sulla metropoli” nel 1965. Poi, a soli trent’anni, rimasta incinta, si ritira dalle scene, trasferendosi a Torcegno, in Trentino dove cresce il figlio, conducendo una vita lontana dai riflettori e dallo spettacolo. Fino ad arrivare al drammatico epilogo del suicidio: il 15 febbraio 2011 si toglie la vita sparandosi alla tempia. Aveva 83 anni. Le cause del folle gesto sono ancora sconosciute… chissà, forse il male di vivere l’aveva rapita e trascinata via. Ma non dalla memoria di chi continua ad amare il cinema.