giovedì, 19 Set, 2019 Espresso napoletano

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Antichi palazzi di Napoli, la storia del palazzo della Prefettura

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Affacciandosi nella grande piazza del Plebiscito, il primo palazzo che si incontra è quello della Prefettura, con i locali del Gambrinus che ne coronano in gran parte il lato prospiciente piazza Trieste e Trento e via Chiaia. Il Palazzo della Prefettura venne eretto sul suolo ricavato dal preesistente Convento di Santo Spirito che era sorto intorno al 1326. I monaci basiliani frate Apostolo de Nidicolis, arcivescovo di Armenia, e confratelli Gregorio, Giovanni e Lazzaro, giunti a Napoli, acquistarono da Landulfo Caracciolo per sessanta ducati un terreno incolto, al quale aggiunsero poi quello donato da Margherita Maranella, che permise di edificare chiesa e convento.

palazzo della prefettura

Quest’ultimo nel 1448, essendo ormai ridotto ad una sola unità, fu ceduto dal frate Paolo Bentivoglio ai monaci domenicani. L’idea che ebbe Ferdinando I di edificare questo edificio, rispondeva all’esigenza di avere un luogo che potesse ospitare quanti venivano a visitare la corte borbonica, infatti fu detto della Foresteria, appunto per questa sua funzione. La costruzione venne realizzata nel 1815 dall’architetto Leopoldi Laperuta (1771-1858), sull’area del vecchio convento di Santo Spirito che con quello dirimpettaio di San Luigi vennero abbattuti per decreto di Giuseppe Bonaparte nel 1806.

palazzo della prefettura

Dopo questa bonifica fu bandito un concorso per la sistemazione della piazza e tra i tanti progetti pervenuti, il Consiglio Edilizio scelse quello del Laperuta. Iniziarono i lavori nel 1810 e furono sospesi subito dopo per il ritorno dei Borbone. Architettonicamente la struttura neoclassica non presenta elementi di interesse che invece sono dati ancora oggi dalla presenza, nei locali adibiti ad attività commerciali, del celebre Gambrinus, che divenne un vero cenacolo della cultura e dell’arte, ospitando nelle sue sale i più illustri nomi tra scrittori, giornalisti, musicisti ed artisti di ogni genere.
Inaugurato il primo dicembre 1890, con la progettazione di Antonio Curri e le decorazioni effettuate da 43 tra pittori e scultori, era di proprietà di Mariano Vacca già conduttore del Caffè d’Europa.

palazzo della prefettura

Fu al figlio Vincenzo Vacca, che venne successivamente data concessione, da parte della Ammini-strazione Provinciale, di altri spazi che permisero l’apertura dei locali su via Chiaia e piazza del Plebiscito, con la clausola che si sarebbero dovuti abbellire ed arredare come i precedenti.