lunedì, 11 Nov, 2019 Espresso napoletano

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Palazzo di Sangro, omicidio sotto gli occhi dei santi

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Giuro che stavolta volevo solo portare mio nipote a vedere la bellezza dell’obelisco di Piazza San Domenico Maggiore, ma arrivato lì non ho potuto fare a meno di raccontargli un’altra storia, purtroppo abbastanza cruenta. A pochi passi dalla piazza di fondamentale importanza storica visto che era posta al limite orientale del confine della Napoli di epoca greca, sorge Palazzo di Sangro dei principi San Severo. Il palazzo è stato teatro di uno degli omicidi passionali più famosi della storia partenopea.

palazzo di sangro

“Zio, perché con quella piazza enorme, quell’obelisco meraviglioso, noi stiamo guardando un palazzo?!”.
“Perché questo palazzo è ancora più vecchio dell’obelisco e aveva già fatto la storia prima che il monumento venisse costruito! Anzi, magari fosse stato costruito prima… forse sotto gli occhi dei santi Carlo Gesualdo, principe di Venosa, si sarebbe trattenuto…”.

“Perché che fece?”.
“Dobbiamo tornare indietro al 1590, quando Carlo Gesualdo era sposato con la bellissima Maria D’Avalos, ma lei intratteneva una tresca amorosa, neanche tanto nascosta, con il duca D’Adria, Fabrizio Carafa. Il 17 Ottobre di quell’anno, Carlo avvertì Maria del suo allontanamento da casa per alcuni giorni per delle giornate di caccia… quale occasione migliore per i due amanti?!”.

palazzo ciccariello

“Era un trappola, vero?”.
“Esattamente… quella stessa notte Carlo scoprì i due amanti…”.
“…e li uccise”.
“No! Non si sporcò le mani! Anzi, inviò tre sicari ad uccidere gli amanti mentre lui attendeva nell’anticamera. Solo ad omicidio compiuto, Carlo entrò nella stanza ed infierì con il suo pugnale sui corpi senza vita. Dopodiché, i corpi nudi e martoriati dei due amanti vennero esposti sul portone del palazzo a testimonianza dell’onore salvato dei Venosa. Credi che sia finita qui…?”.

palazzo ciccariello

“In teoria sì, ma se ho capito qualcosa da queste gite è che c’è sempre qualcosa in più da scoprire…”.
“Esatto! Si dice che nell’ala del palazzo dove si consumò il delitto, il fantasma di Maria abbia vagato fino al 1889 quando quell’ala crollò. Da quel momento però Maria continua a vagare tra l’obelisco e il palazzo, lamentandosi, in cerca del suo amore Fabrizio. Si diceva anche che il palazzo fosse maledetto per sette generazioni… motivo per cui il principe alchimista Raimondo di Sangro decise nel 1735 di ristrutturare e trasformare completamente ogni angolo del palazzo. L’obelisco invece è del 1656”.

Mio nipote si fa in mente due conti per far quadrare le date.

“Zio, sai che penso? Che quando è stato costruito l’obelisco il fantasma di Maria sia uscito finalmente dal palazzo per andare a vedere questa meraviglia… e perciò da allora vaga tra l’obelisco e il palazzo che invece è un luogo oscuro… è un fantasma a tutti gli effetti, sospeso a metà tra i santi e l’inferno…”.

Credo che il discorso non faccia una piega. E speriamo che Maria nei suoi viaggi dal palazzo all’obelisco riesca ad immagazzinare un po’ di luce pura, prima di tornare nel suo personale inferno.

 

Attore per vocazione, con un passato tra palchi e televisione; scrittore per necessità, con un presente tra fogli di carta e frasi sparse. Amante dell’arte di incastrare parole, quindi cultore del rap. Massimo esperto di Harry Potter in Italia (sfido chiunque). Scrivo di Napoli perché è palco, frasi sparse, parole incastrate, magia.