mercoledì, 19 Giu, 2019 Espresso napoletano

Storie e bellezze di Napoli on line

Due scrittrici a Palazzo Zevallos

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Doppio appuntamento quello che si è tenuto quest’oggi nel magnifico salone centrale di Palazzo Zevallos Stigliano, con i giornalisti Antonio Parlati e Antonello Perillo, che hanno presentato ben due libri, frutto del talento di due scrittrici.

il corpo del peccato

“Il corpo del peccato” – di Valentina Staffetta, pubblicato da Guida editori, è la storia di una donna e di un mistero: ambientato nella Calabria degli anni ’50, la protagonista, suor Celestina, si ritrova inspiegabilmente rinchiusa in un convento di clausura, con un terribile vuoto di memoria che ha cancellato la sua vita precedente. In un susseguirsi di sorprese e inaspettati incontri, suor Celestina scoprirà il terribile segreto che la lega indissolubilmente a quel convento, portandola ad indagare sulla sua esistenza prima di prendere i voti, prima di arrivare a quella dilaniante verità che le cambierà per sempre la vita.

agnese palumbo, antonio parlati, antonello perillo, valentina staffetta

L’altro libro presentato  – “I love Napoli”, di Agnese Palumbo, Newton Compton – è una discesa tra i vicoli di Napoli, tra monumenti, storie, aneddoti, cultura. Da Caravaggio a Giordano bruno, da Don Chisciotte alla sirena che dà il nome alla città, un libro non-fiction che attraversa in maniera metamorfica una vera e proprio civiltà a sé stante. Le mura greche e le Madonne barocche, pezzi di templi incastonati e sacerdotesse nascoste a San Gregorio Armeno, mentre pastori di maggio ricordano presepi di dicembre.

i love napoli

Chiunque giunga a Napoli, trova quello che cerca, ‘o sole mio potente che s’infrange sul giallo tufo che ha incantato gli Impressionisti, il filo d’olio che impregna le freselle, il vociare dei venditori ambulanti e la seduzione delle sirene, che sotto forme molteplici incatenano i desideri, fino a far sperare di non dover mai più ripartire. Da San Martino, da Posillipo, dalleterrazze di Castel dell’Ovo, una città che cambia faccia e cambia bellezza: morbida, colorata, malinconica, pura come un velo candido che si posa sulle mani. I love Napoli è il desiderio di andare oltre, di guardare il Vesuvio e sentire il fremito del fuoco, il profumo del vino sui fianchi della montagna. Maradona e il delirio di un pallone e una fede immortale. Il cinema, i vedutisti, le cartoline che siamo stanchi di staccare, san Gennaro, il gesto antico che si ritrova identico alla Pignasecca, a Forcella, al Mercato, ma si muove dai mosaici del museo archeologico e finisce sulle pellicole di Totò.