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Al Vomero scatta la rivolta contro il maxi parcheggio interrato da 900 posti auto, e il comune di Napoli si schiera con la protesta. L’opera da realizzare, in effetti, appare controversa. Non rassicura i residenti lo scavo in un’area a rischio idrogeologico come la collina. E non è un parcheggio orario, che darebbe ossigeno a chi cerca la sosta; ma nemmeno pertinenziale, cioè legato alle abitazioni in zona. Il progetto fu approvato dal vecchio sindaco Rosa Russo Iervolino, con i poteri commissariali che consentirono di ampliare fino a 2 km la distanza tra appartamento e box in vendita, ben oltre i 500 metri sanciti dalle leggi in materia. Con centinaia di vetture di non residenti, si teme quindi una caduta verticale di viabilità e qualità dell’aria.

no box vomero

Allora fa bene Palazzo San Giacomo a salire sulle barricate? Potrebbe essere così, se l’amministrazione fosse coerente con gli annunci. E se avesse realizzato tutti gli obiettivi per la mobilità sostenibile promessi dal 2011, sfociati 2 anni fa nell’approvazione in consiglio del relativo Piano urbano. “La città presenta – spiega il Pums – un tasso di motorizzazione di circa 550 auto ogni 1000 abitanti, inferiore a quello di Milano e Roma e simile a quello che si registra a Torino e Genova. A fronte di ciò occorre, però rilevare che la città presenta la più alta “densità” di veicoli del Paese: 4.500 veicoli per chilometro quadrato, a fronte dl dato di 3.700 veicoli/kmq registrato a Milano e 1.500 veicoli/kmq registrato a Roma”.

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Insomma, pare che a Napoli ci siano un po’ troppe auto in giro. E allora sì, puntiamo pure sulla drastica riduzione del tasso di motorizzazione, incoraggiando forme alternative di locomozione. Già, ma quali forme? La via maestra è quella del trasporto pubblico: ma qui parliamo di corda in casa dell’impiccato. Con l’Anm allo sfascio, i sogni muoiono all’alba. Il piano prevede anche un massiccio ricorso alla mobilità condivisa: car pooling e car sharing. Tuttavia, “per lo sviluppo del car sharing – avverte il Pums – si rende necessaria un’azione di incremento della disponibilità di aree di sosta in più punti della città”. E dunque torniamo alla casella iniziale: no ai box interrati, ma gli altri parcheggi dove sono?

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