Politica…mente

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La Regione Campania chiederà entro fine anno l’uscita dal tunnel decennale del piano di rientro dal debito e del commissariamento della sanità. Ma non sappiamo ancora come farà, in futuro, a non precipitare più nel pozzo nero della malasanità. Qualche dubbio, rivisitando i precedenti, ci sovviene. I media ci ricordano spesso come questa regione sia ultima per aspettativa di vita in Italia (78,9 anni gli uomini, 83,3 le donne). Molto più di rado rimarcano una delle cause per cui si vive meno, e male, e i conti della sanità si appesantiscono.

obesità

Parliamo dell’allarme obesità, tanto per gli adulti quanto per i bambini. Il Centro Nazionale di Epidemiologia, tramite il portale Epicentro, rigira il coltello nella piaga. La Campania stacca tutti tra le regioni sovrappreso (37,4%) e obese (14,1%), registrando una poco gloriosa doppietta nei due stadi della problematica. Stesso copione per i più piccoli, secondo i dati diffusi da Okkio alla Salute, il sistema di sorveglianza nazionale promosso e finanziato dal Ministero della Salute. In Campania l’obesità infantile dilaga: il 26.2% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni è in sovrappeso, il 17.9% è obeso. Il totale complessivo è del 44,1%. Superfluo rammentare che gli studi scientifici dimostrano come la prevenzione primaria dell’obesità, per essere efficace, debba avvenire sin dal concepimento.

Per gli obesi aumentano i rischi di perdita della vista, patologie renali e tumori. L’obesità è una tassa occulta sulla salute della popolazione, ma anche un costo sociale maggiore rispetto a quello di tabacco e alcool messi insieme. Sono impietosi i dati del ministero contenuti nelle strategie di intervento 2016-2019. I costi sanitari diretti per il paziente obeso aumentano di oltre il 50% rispetto a quelli per un normopeso. Quelli indiretti ammontano ad oltre 300 euro per persona l’anno, con un aumento del costo pro-capite dell’8% per ogni punto di indice di massa corporea. Per la Campania quindi, l’obesità comporta una spesa di circa 900 milioni di euro. Con sprechi e clientelismo, la voragine nei conti l’ha aperta anche questo capitolo. Piani di contrasto, però, all’orizzonte non si vedono.

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