Politica…mente

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Sono riusciti in un’impresa ai confini della realtà: sdoganare la Lega in Campania. La classe dirigente locale, e nel complesso meridionale, ha rotto il tabù Salvini, quello che gorgogliava “Senti che puzza / scappano anche i cani / stanno arrivando i napoletani”. Ormai sono sbarcati qui, i marziani verdi. E non hanno nessun’aria di andarsene. Anzi, il 1 luglio saranno 250 i cittadini campani sul sacro pratone di Pontida, all’annuale raduno leghista. Ma come è stato possibile?

salvini nord

Sembrano trascorsi mille anni da quando Pino Daniele, poeta di un sud capace di scatti d’orgoglio, cantava “Questa Lega è una vergogna”. Eppure erano gli anni ’90. In meno di 30 anni, i politici campani, con la loro perizia, hanno reso presentabile un movimento secessionista e anti meridionale. Certo, per un quarto di secolo i marziani non si sono mai schiodati dallo zero virgola, ad ogni tornata elettorale a cui, temerariamente, si presentavano.

salvini

Poi è arrivata la folgorazione. Alle politiche del 4 marzo la Lega ha sbianchettato la parola Nord, messo in soffitta l’indipendentismo, e raccolto 129mila voti campani, pari al 3,80%. Consensi per mandare a Roma i deputati Pina Castiello, Gianluca Cantalamessa ed il senatore Claudio Barbaro. E intanto fioccano le adesioni, come il sindaco di San Giuseppe Vesuviano, Vincenzo Catapano, appena rieletto. “San Giuseppe Vesuviano è come una cittadina del Veneto nel cuore del Sud – spiega – con Salvini c’è sintonia”.

satira salvini sud

Poco più di un anno fa si era avvicinato alla Lega anche Ciro Borriello, sindaco di Torre del Greco, la quarta città della regione. Ma nel frattempo è scivolato in una storia di presunte mazzette ed il comune è stato sciolto. Adesso però sul Carroccio saltano in tanti. A San Giuseppe Vesuviano, con il sindaco, ci sono 10 consiglieri comunali. A Salerno ci sono già un consigliere comunale ed uno provinciale. A Napoli ne è in arrivo un altro, alla Regione addirittura tre. L’onda verde avanza da queste parti. Mentre nell’ultimo decennio si sono persi almeno 180mila posti di lavoro in Campania, e 161 mila persone si sono trasferite al centro nord tra 2008 e 2015. Nel cambio forse la regione non ci ha guadagnato, ma povertà e spopolamento fanno voltare le spalle a chi sinora l’ha governata.

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