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Nel programma delle Universiadi 2019 devono aver inserito una nuova specialità: il gioco dell’oca. Non si spiegherebbe altrimenti perché, a 7 mesi dal commissariamento, il governo si sia ritirato in buon ordine, lasciando il cerino in mano a Regione e Comune di Napoli. Siamo quindi tornati alla casella iniziale, con il governatore De Luca e il sindaco de Magistris a gestire la kermesse. Un tandem all’insegna dell’armonia: i due hanno litigato su tutto quanto possibile, e forse bisticcerebbero pure sulla scelta del ristorante, se fossero costretti a vedersi a pranzo. Dalla cabina di regia per Bagnoli alle risorse del trasporto pubblico, passando per il villaggio delle Universiadi e i disoccupati.

de magistris de luca

Sindaco e governatore non hanno mai deposto l’ascia di guerra. Ora però sono accomunati dalla scelta del governo, che salomonicamente li accusa entrambi di non aver chiesto il posticipo delle Universiadi, abbandonandoli al loro destino. E con essi, la stessa manifestazione. Il decreto milleproroghe prevede la nomina a commissario straordinario del direttore dell’Agenzia regionale Universiade 2019, Gianluca Basile, successore del prefetto Luisa Latella, nominata dal governo Gentiloni. Basile è un dirigente di seconda fascia dell’università di Salerno. È considerato un fedelissimo di De Luca, a cui resta il pallino in mano. Ma ogni mossa dovrà tenere conto dei passi del Comune di Napoli, dove si concentra la parte più numerosa di investimenti.

universiadi

L’organizzazione delle Universiadi è partita in ritardo, perché Napoli si è vista assegnare la kermesse dopo la rinuncia di Brasilia. Ma invece di sprintare, ha assunto subito il passo del bradipo, in un rimpallo di responsabilità. Il prossimo maggio è fissata la scadenza inderogabile per la consegna degli impianti sportivi. Tra 11 mesi è previsto il via alle competizioni. Ma la gran parte delle gare d’appalto, e quindi dei cantieri, è ancora al palo. Incrociamo le dita, ma possiamo sbilanciarci sull’ulteriore disciplina da inserire nel programma, in caso di flop organizzativo: lo scaricabarile, specialità in cui l’Italia è sempre campione del mondo.

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