Premio Ripdico- Scrittori della Giustizia a Matricola Zero Zero Uno di Nicola Graziano

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Serata di festa ieri al Circolo canottieri Roma, sul Lungotevere Flaminio, nella splendida cornice della capitale, per il Premio letterario Ripdico- Scrittori della Giustizia, che ha visto trionfare Matricola Zero Zero Uno (Giapeto editore) di Nicola Graziano, con foto di Nicola Baldieri.

Il Premio è bandito dal Centro Studi di Diritto Fallimentare e Societario di Roma e da RI.P.DI.CO. (Rivista parlata del diritto concorsuale), ed è destinato a opere di narrativa o di saggistica recentemente pubblicate in Italia che siano legate in qualche modo ai temi della giustizia o comunque ambientate nel mondo giudiziario.

Numerosi e di varia estrazione i componenti della Giuria che ha analizzato i testi in concorso, assegnando il riconoscimento nella sezione Narrativa al magistrato Nicola Graziano per il suo libro, che racconta un viaggio nell’ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa. Premiata anche Gabriella Luccioli nella sezione Saggistica con il testo Diario di una giudice (Forum edizioni). Questi i nomi dei giurati: Umberto Apice (magistrato e scrittore, presidente del Premio); Erminio Carmelo Amelio (magistrato e scrittore); Adolfo di Majo (avvocato e docente universitario); Bruno Capponi (avvocato, docente universitario e scrittore); Rino Caputo (docente universitario e storico della letteratura); Massimo Ferro (magistrato e scrittore); Marcello Foschini (avvocato e docente universitario); Tommaso Frosini (docente universitario); Chiara Lico (giornalista televisiva e scrittrice); Cesare Milanese (scrittore); Claudia Valerio Pagan (scrittrice); Mimmo Liguoro (giornalista televisivo e scrittore); Eligio Resta (docente universitario).

Nicola Graziano, magistrato del Tribunale di Napoli, vive ad Aversa, dove aveva sede l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario. Il 27 ottobre del 2014, alle 8,30, entra come se fosse un normale recluso, caratterizzato semplicemente da un numero di matricola, 001, nella struttura, dove fa il suo ingresso anche il fotoreporter Nicola Baldieri in qualità di giornalista.

Per tre lunghissimi giorni, 72 ore per l’esattezza, il magistrato si trasforma in un internato, che vive la vita dell’OPG, fatta di miseria e sofferenza, empatizzando con i pazienti, sentendosi uno di loro, convincendosi che dalla cosiddetta “normalità” alla “follia”, quella che ti porta a commettere crimini che mai avresti immaginato, il passo può essere breve. Attraverso le parole di Graziano e le foto scattate da Baldieri, il volume testimonia una realtà molto triste e pesante del mondo delle residenze giudiziarie, nel quale oggi gli OPG sono stati sostituiti dalle R.E.M.S. (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza).

Un viaggio faticoso da compiere per il lettore, ma nello stesso tempo estremamente coinvolgente e interessante. Ci piace citare la dedica con la quale Nicola Graziano apre il suo libro: Ai miei involontari compagni di viaggio che mi hanno insegnato che l’Amore non conosce confini e che la Libertà è solo una condizione mentale. Un volume che apre spazi di riflessione sulla condizione umana e sulla sua fragilità.

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