sabato, 14 Dic, 2019 Espresso napoletano

Storie e bellezze di Napoli on line

Premio Testimonianza 2019, riconoscimento a Rosario Bianco

0

Si terrà nella meravigliosa Sacrestia del Vasari (nella Chiesa di Sant’Anna dei Lombardi), giovedì 15 febbraio alle ore 18, la cerimonia di premiazione della seconda edizione del Premio Testimonianza.

“Dopo il successo della prima edizione anche per il 2019 riteniamo importante, in virtù del nostro impegno quotidiano e dei valori che ci animano, dare continuità al percorso iniziato e vivere con voi una nuova edizione in grado di confermare ed ampliare i messaggi positivi scaturiti dalla bella serata dello scorso anno – dichiara il Presidente Pasquale Riccio -. Il Premio mira a diffondere tra la comunità, in particolare ai più giovani che vivono uno smarrimento esistenziale che non ha probabilmente precedenti, la testimonianza di valori positivi. Anche quest’anno tra i premiati ci saranno persone che offrono un fondamentale contributo alla comunità con il proprio impegno e che sono ai nostri occhi esempi di solidarietà, idee, rispetto delle istituzioni e della legalità, ricerca scientifica e cultura.”

Premio Testimonianza

Tra i premiati di quest’anno, anche il patron di Rogiosi Editore Rosario Bianco. I “testimoni” riceveranno “Aude”, opera che il maestro Felice Spera ha realizzato appositamente per la seconda edizione del Premio.  
L’opera, un bassorilievo in terracotta, rappresenta una figura non ben definita, a sottolineare la normalità di ciascuno, immerso nella sua ordinarietà. Ciò che subito colpisce, e che dà movimento e vita all’opera, è il particolare della gamba, che via via prende forma e fuoriesce dalla superficie. È il gesto di chi, con determinazione e coraggio, si spinge oltre l‘ordinario e si appresta a compiere un grande balzo nel vuoto, sfidando la stabilità di una vita fatta di sicurezze, ma spenta, per affrontare il grande, avvincente ignoto. Aude, che in latino ci suggerisce l’imperativo “osa”, è una rappresentazione commemorativa di chi, partendo dall’ordinario, riesce a seguire la propria vocazione, figlia di un felice momento di ispirazione, e ad uscire dagli schemi, per dare forma e concretezza alle proprie idee e ai progetti che, come ciascuno di noi si augura, porteranno a percorrere un sentiero di gloria, seppure arduo, e riusciranno ad essere a loro volta fonte di ispirazione per le generazioni future.

Letterata per formazione. Giornalista per vocazione. Scrivo di teatro perché è magia e immaginazione, rimedio e cura. Perché quello che accade dietro il sipario mi sembra più vero di quello che c'è fuori.