Presentato “Il cammino delle certose” a cura di Anna Imponente

Commenta

Napoli. Padula. Capri. Tre nomi campani associati dalla presenza di una certosa. Non un monastero ‘qualunque’, ma una categoria architettonica e spirituale definita all’epoca di San Bruno ed accompagnata da severe regole di edificazione. Prima tra tutte, la rarità territoriale. Seconda, le sue ricchezze, dovute alla intramontabile opulenza e cultura dell’ordine cartusiano.

il cammino delle certose

Su queste riflessioni si apre la presentazione del volume “Il cammino delle certose”, a cura di Anna Imponente, tenutasi nel refettorio della Certosa di San Martino lo scorso 20 aprile, a culmine dell’analogo precedente percorso espositivo. “C’era particolarmente bisogno in Campania di questo ‘avvicinamento tra certose’ – ha sottolineato Leonardo Di Mauro, docente di Storia dell’Architettura alla Federico II – giacché le tre certose regionali sono in realtà divise da destini assai diversi. La prima, napoletana, già museo di sé stessa, poi destinata a divenire anche museo civico; quella caprese, totalmente depredata e ‘nascosta’ da una strategia turistica altra rispetto alla cultura; quella di Padula, devastata anch’essa ma ancora integra come luogo e nella chiesa, già campo di prigionia bellico negli ultimi conflitti”.

il cammino delle certose

Il volume, concepito come la mostra non su base marcatamente scientifica, prova a ribadire proprio la funzione territoriale della certosa, la necessaria presenza dello spazio sacro e della spiritualità, in connubio con l’arte contemporanea. Officina dei migliori talenti di ogni secolo, le certose hanno ora accolto – documenta il volume – grandi maestri del Novecento e oltre, con un’analogia che non ha certo alcuna vocazione storiografica, ma che serve da utile incentivo per rimescolare i flussi di visita verso luoghi in cui riscoprire la storia recente e quella antica.

il cammino delle certose

Il volume, prefato dai consueti saluti istituzionali, ospita saggi ‘narrativi’ sulle tre certose, oltre alla rassegna delle opere esposte nella mostra. Una permanenza tangibile della memoria, che permette di riappropriarsi della certosa come luogo in sé, in ogni sua valenza, oltre che come mero contenitore di opere d’arte ed opera essa stessa. Alla conferenza, moderata dalla curatrice e direttrice del Polo Museale della Campania, è intervenuto anche Antonio Bottiglieri (Scabec), che ha riflettuto sulle certose come specula mundi, sorta di città celesti in miniatura, rappresentanti il mondo nel più ordinato e nel migliore dei modi possibili.

il cammino delle certose

Francesco Buranelli invece (Commissione tutela monumenti S.C.V.) si è diffuso sulle qualità del corredo fotografico e sulle scelte grafiche del volume, mentre lo scrittore Silvio Perrella ne ha richiamato i legami letterari. Il volume porta dentro la sfida al pubblico specialista – ha ribadito Di Mauro – invitato a fare ricerca, inventario e riscoperta del bagaglio di opere d’arte certosine ora spostate nei depositi museali ora trasferite nelle pieghe degli eventi storici e rimaste orfane e senza nome, per restituire identità e completezza a quei luoghi che ambiscono ad essere sempre più aperti al mondo.

il cammino delle certose

Il cammino delle certose
a cura di Anna Imponente.
Arte’m, Napoli, 2017.
Maggiori info qui