giovedì, 22 Ago, 2019 Espresso napoletano

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Quelli che la danza, cinque giorni di sperimentazione al Teatro Nuovo

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Antonin Artaud diceva che la danza senza il teatro può esistere ma non è possibile il contrario.
Lo sanno bene i tedeschi e i francesi che mettono la danza al primo posto della formazione “teatrale” di qualsiasi tipo di pubblico, a partire dai teatri pubblici. Per danza, va detto, s’intende la ricerca attraverso il corpo, il naufragare perenne, un pensiero errante. La danza, insomma, come una lente d’ingrandimento per la contemporaneità. In Italia – e ancor di più al Sud – le cose sono un po’ diverse e, sempre di più, si tende a separare la danza dal teatro. Per questo risulta sempre un’arte un po’ “ a parte”, per amatori, professionisti del settore e/o addetti ai lavori.

danza

Eppure è dalla danza – più in generale da quello che chiamiamo performance – che scaturiscono molte operazioni che poi ritroviamo, magari senza accorgercene, in scena nel teatro contemporaneo. La danza è una forma di educazione portentosa, per esempio, per i più piccoli: all’ascolto e alla comprensione, senza filtri. Per questo è un’ottima occasione la rassegna «Quelli che la Danza 2018 – Linguaggi della danza contemporanea», programmata da mercoledì 4 a domenica 8 aprile al Teatro Nuovo a due passi da via Toledo. La rassegna, quest’anno alla settima edizione, in questi giorni ospiterà lavori da ogni parte d’Italia, con un vivace sguardo sul Contemporaneo, adatti a un pubblico per tutte le età.

quelli che la danza

S’inizia Mercoledì 4 aprile col Balletto di Roma in “Giselle” con le coreografie di Itamar Serussi Sahar e Chris Haring-Liquid Loft. Un remake in cui la trama classica si confonde con gli elementi della quotidianità del presente affidato a due autori contemporanei. IL 5 aprile un interessante esperimento di Alessandro Sciarroni, una delle voci più vivaci del panorama della performance in Italia che declina sempre linguaggi e imput diversi. Questa volta in “Home alone” Sciarroni torna a esplorare i temi della multimedialità per gli spettatori più giovani (e non solo). Venerdì 6 aprile ci sarà “Romanzo d’infanzia”, spettacolo dei coreografi Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, un classico del teatro per l’infanzia per la prima volta a Napoli.

Gaetano Montecasino e Fernando Roldan Ferrer

Sabato 7 aprile vedrà il ritorno al Teatro Nuovo della Compagnia Zappalà Danza con il nuovo spettacolo “Corpo a corpo”, con la coreografia e regia di Roberto Zappalà e i danzatori Gaetano Montecasino e Fernando Roldan Ferrer. Due studi sulla violenza dei e sui corpi e la simbiosi. La rassegna si chiude con una live perfomance del campano Movimento Danza “La teoria dello sciame intelligente”, coreografia Gabriella Stazio, con Ana Cotorè, Valeria D’Antonio, Sonia Di Gennaro, Simona Perrella, Luana Rossetti. Una buona occasione per esplorare nuovi linguaggi e altri punti di vista. A partire dalla danza.

Maggiori info: http://www.teatronuovonapoli.it/
Libri consigliati: http://napolimonitor.it/sulla-necessita-della-danza-un-libro-danzatori-filosofi/