martedì, 12 Nov, 2019 Espresso napoletano

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Ravello Festival 2014 – Intervista al direttore artistico Stefano Valanzuolo

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Sta per aprire i battenti la 62^edizione del Ravello Festival, la kermesse musicale (non solo) tra le più importanti della Campania che dal 21 Giugno al 20 Settembre offrirà un cartellone ricco di spettacoli, non solo musicali, di grande qualità impreziositi dall’incantevole cornice naturale della Costiera amalfitana.

In realtà si potrebbe dire che il Ravello Festival i battenti non li abbia mai chiusi del tutto visto che nel 2013 ha avuto anche un’edizione winter, e per l’anno 2014 già dal mese di Marzo è ritornato attivo.

«L’Espresso Napoletano» ne ha parlato con Stefano Valanzuolo, direttore artistico del Festival dall’anno 2009.

Stefano Valanzuolo

Quali sono le punte di diamante dell’edizione 2014?

Quest’anno il Festival ha molto forte la parte sinfonica. Saranno presenti numerose orchestre e tutte molto importanti.
Spiccano, tra i tanti, i nomi della London Symphony Orchestra (unica data italiana nel 2014 con Daniel Harding sul podio), della Orchestre National de France (affidata al suo direttore musicale Daniele Gatti, tra i forti pretendent alla Scala), dell’Orchestra Sinfonica di Lucerna – città wagneriana per eccellenza – con la violinista Viviane Hagner.
Spazio anche ai giovani con i concerti della OGI di Fiesole e della brasiliana Neoijba Orchestra, o per esempio della eccellente Filarmonica del Regio di Torino.
Poi c’è l’altro versante che è quello pop-jazz dove abbiamo il grande Bacharach che pare a Ravello chiude il suo giro di concerti in Europa, Chick Corea, l’israeliano Asaf Avidan (con Stanley Clarke) e il ritorno di Dulce Pontes. Solo per citarne alcuni.

Vera e propria eccezione poi è Pino Daniele che farà un concerto acustico solo qui a Ravello, come unica in Italia sarà l’esibizione di Sergio Cammariere che sta preparando un nuovo disco; si esibirà inoltre Fabrizio Bosso che proporrà anch’egli un lavoro nuovo fatto con Vessicchio.

Sergio Cammariere

Il leitmotiv di questa edizione è il Sud. Perché questo tema e come lo avete declinato?

Si cerca di scegliere sempre un tema attuale, legato al territorio e con una spendibilità trasversale alle varie arti. Abbiamo inteso declinarlo non solo come area geografica dell’Italia ma del mondo, e non solo come luogo fisico ma anche come luogo mentale.

Ravello Festival non è più solo musica classica né più solo musica ma anche danza, letteratura, scultura. Inoltre non è più solo una rassegna estiva. Tanti cambiamenti.

Il Festival è stato sinfonico dal ’53 al 2002. Da quando esiste la Fondazione Ravello, la kermesse ha assunto un’altra forma allargandosi nell’arco temporale e puntando anche ad un pubblico con gusti musicali diversi dal classico. Soprattutto l’idea è quella di offrire in un fine settimana spettacoli diversi tra la musica, la danza, il teatro così lo spettatore può scegliere anche diversi format.

Tuttavia non sono mancate le polemiche. C’è chi ha parlato del “festival degli sprechi”. Cosa risponde in proposito?

Tengo a dire che io sono il direttore del Festival dal 2009 e ho già passato tre Presidenti. Abbiamo lavorato con budget piccoli, per esempio fino allo scorso anno il Ravello Festival si attestava intorno al milione e mezzo di euro che per fare 60/70 spettacoli, stampare cataloghi e varie, non è per niente molto.
Dei circa 700mila euro di spese per gli artisti, una buona metà li abbiamo recuperati al botteghino. Quest’anno abbiamo ottenuto, grazie ai Fondi PAC (piano di azione e coesione), circo 4 milioni di euro. Ma sono finanziamenti che hanno avuto anche altri festival come il Giffoni Film Festival, il Teatro Film Festival piuttosto che il Teatro S. Carlo, il museo MADRE. A noi ha fatto più eco perché il nostro Presidente (on. Renato Brunetta, ndr) è un politico. Questo finanziamento ci ha aiutato a realizzare la parte invernale dello scorso anno, un progetto per i comuni limitrofi a Ravello, le proiezioni mappate di Villa Rufolo, dove verrà allestito un polo museale multimediale, e varie altre cose. La qualità ovviamente ha i suoi costi. Contiamo di recuperare il 30% ai botteghini senza aumentare i prezzi. Poi noi mettiamo a gara tutto. Sono molto sereno rispetto a queste critiche.

Villa Rufolo

Dal 2009 ad oggi lei ha incontrato artisti di caratura mondiale. Quali tra questi l’ha più colpita sotto il profilo umano e professionale?

Sarà una banalità, ma devo dire che i grandi artisti si confermano anche delle grandi persone. Penso ad esempio a Baremboim, Philip Glass, Abreu oppure Malkovick. Quest’anno poi è emozionante pensare che verranno Chick Corea e Bacharach.