lunedì, 19 Ago, 2019 Espresso napoletano

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Real Albergo dei Poveri, la grandezza che fu

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Abbandoniamo per un attimo i vicoli stretti della città, perché la storia a Napoli sa essere confinata nelle stradine con poca luce, ma sa anche esprimersi nella sua maggiore imponenza. È il caso del Real Albergo dei Poveri, o Palazzo Fuga, oppure nel linguaggio popolare, Reclusorio o Serraglio. Si trova a Piazza Carlo III ed è davvero monumentale.

“Ah, zio, finalmente qualcosa di veramente grande!”.
“Ogni tanto ci vuole! Ma qui parliamo di qualcosa veramente enorme!”.

Infatti, non è solo una sensazione l’imponenza del palazzo. A tutti gli effetti, il Real Albergo dei Poveri è il maggiore palazzo monumentale di Napoli e, addirittura, una delle più grandi costruzioni settecentesche d’Europa!

“È una reggia?”.
“In realtà è l’esatto opposto…”.
“In che senso?!”.
“Questo era l’albergo dei poveri!”.
“I poveri? In questo albergo? Allora non erano tanto poveri…”.
“Ti spiego meglio: re Carlo di Borbone nel 1749 diede l’incarico a Ferdinando Fuga di progettare un gigantesco albergo per accogliere tutti i poveri del regno! Il progetto era davvero pensato in grande. Considera che quello che vediamo oggi è solo un quinto di quello che aveva in mente il re!”.

albergo dei poveri

“Menomale… sennò non ci entrava in città!”.
“Esatto… e avrebbe fatto sfigurare anche la reggia di Caserta!”.
“Zio, in effetti, è bellissimo! Ma ho paura di fare la prossima domanda… cos’è successo dopo?”.
“Ha avuto diversi scopi… divenne una specie di carcere, tanto che dal popolo è ancora chiamato “serraglio”… poi ospitò una scuola di musica, una scuola per sordomuti, un centro di rieducazione per minorenni, un tribunale minorile, un cinema, una palestra, il distaccamento dei vigili del fuoco e l’Archivio di Stato di Napoli civile… diciamo che lo spazio ci sta!”.

Però i poveri non ci sono più almeno… questa è una cosa buona, no?”.
“Purtroppo non è così… i poveri ci sono sempre, ma non ci sono più alberghi ad ospitarli”.
“Io se fossi povero e avessi questo albergo sarei un po’ più ricco…”.

Mio nipote non sbaglia perché quest’edificio è davvero meraviglioso e non lo diciamo noi che siamo di parte, lo diceva Stendhal: “Albergo dei Poveri, primo edificio. È molto più impressionante di quella bomboniera, tanto vantata, che si chiama a Roma “Porta del Popolo”.