sabato, 21 Set, 2019 Espresso napoletano

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Ritorno a Riva fiorita

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Ricordi e dolce melanconia sulle sponde di Posillipo.

Questo articolo nasce sulla scia dei ricordi… In occasione di una mia visita in Redazione il Dottor Bianco – memore della passione che mi lega al mare – mi fa dono di uno splendido libro dal titolo “Il mare che bagna Napoli”. E da qui inizia una piccola disquisizione appunto sul mare che bagna Napoli e dei luoghi che ci sono più cari. Coincidenza vuole che entrambi portiamo nel cuore un posto particolarmente bello della costa di Posillipo: Riva Fiorita. È stata una piacevole occasione per condividere dei ricordi della nostra gioventù legati a questo posto dal fascino particolare. E non perché un luogo comune vuole che qualsiasi ricordo – ad un certo punto della vita – sia bello sol perché si torna indietro nel tempo… Certo, siamo d’accordo con Voi, una piccola vena di malinconia traspare, giocoforza, ma è una dolce, piacevole e mielata malinconia, di quelle un po’ rare che riescono a riscaldare il cuore con un tiepido calore fatto di sensazioni semplici, piccole tenerezze come i primi innamoramenti o i momenti in cui iniziavi a sentirti “grande”… ma non siamo i soli ad avere dei bei ricordi di riva Fiorita: esiste un gruppo su Facebook chiamato “I ragazzi di Riva Fiorita” che – tra flashback e goliardia – rivivono emozioni in modo piacevole, utilizzando il social network in modo simpatico e gradevole.

Questa sorta di viaggio nel tempo è stato un momento piacevole – come del resto sempre accade quando due persone condividono le medesime passioni – e chi porta Napoli nel cuore, chi la ama, chi la rispetta e soffre per le sue vicissitudini, non può fare a meno rendere partecipe gli altri di un qualcosa di questa città che sa di bello… da qui l’idea di scrivere un articolo su Riva Fiorita, accolto da chi scrive con entusiasmo.

Riva Fiorita… Per chi non lo sapesse, appena dopo piazza Salvatore di Giacomo, sulla sinistra salendo via Posillipo, v’è via Ferdinando Russo, la discesa che porta a Riva Fiorita. Belle e lussuose dimore, ville eleganti, importanti come villa Rosebery, la residenza partenopea del Presidente della Repubblica e ancora qualche fazzoletto di terra accuratamente coltivato. Alla fine della strada v’è la microscopica spiaggia sovrastata dai torrioni di villa Volpicelli, dimora storica annoverata tra i castelli italiani e nota anche per aver assunto il nome “palazzo Palladini” nello sceneggiato “un posto al sole” (sì, sceneggiato perché la parola “soap” non ci piace!). Alcuni, invece, conoscono il luogo per l’ubicazione di uno dei più noti ristoranti partenopei: “Giuseppone a mmare”. Questa piccola insenatura si affaccia ai piedi del promontorio di Posillipo, l’antico Pausilypon e qui, in queste poche righe molti rivedranno luoghi cari, dove hanno trascorso l’infanzia e l’adolescenza, dove i ricordi si ammantano di colori dorati e di profumi di mare. Un tempo qui v’era il Cantiere Navale Posillipo, dove si costruivano motoscafi che erano dei veri gioielli, eleganti quanto belli… e non di rado si poteva assistere ad emozionanti vari e caracollanti prove a mare di belle imbarcazioni. D’estate le persone che vi abitavano condividevano con i bagnanti la spiaggia, poiché v’era uno stabilimento balneare chiamato appunto Riva Fiorita, elegante ben attrezzato, con relativo approdo per yacht e barche più piccole. V’era anche un servizio traghetto che imbarcava i bagnanti al Molosiglio e li trasbordava già muniti di biglietto d’ingresso allo stabilimento balneare, evitando così il noioso tragitto in pullman.

Cabine in muratura ben rifinite, ottimi servizi, ristorante e buvette ben forniti e un imbarcadero per fittare barche e per il transito ne facevano un punto di riferimento del turismo partenopeo.  Da qui si partiva con le barchette del vecchio barcaiolo Zì Rafele alla volta di Marechiaro, l’isolotto della Gajola, il “Palazzo degli Spiriti”, “Preta Salata”, la “Grotta dei Tuoni”, la grotta di Seiano, “Trentaremi”, punta di Annone, tutti luoghi, questi, che al solo pronunciarli evocano panorama da leggenda, quasi tratti da un racconto mitico… nomi che si riferiscono a posti di quella tanto discussa città che è Napoli, luoghi che hanno un fascino segreto ed intrigante, storia millenaria, segreti nascosti dal tempo, dove chi sa come ascoltare può sentir aleggiare un aura che instilla magico fascino.

Quanti personaggi rendevano unica Riva Fiorita… abbiamo già menzionato Zì Rafele, il vecchio barcaiolo che sembrava un personaggio uscito da un racconto di Conrad; chi scrive è grato a quest’uomo perché da ragazzino ha appreso i rudimenti di un’Arte marinaresca che già stava scomparendo ed oggi, a distanza di quasi cinquant’anni, il suo lavoro è dedicato proprio alle Barche d’epoca… Questa è una considerazione di spirito personale, è vero, ma ricordare una persona semplice che per qualcuno è stata importante è doveroso… E che dire di Torquato, esperto sommozzatore della Stazione Zoologica di Napoli, il mitico Rigoli, un “gigante” buono con un fisico erculeo ed esperto apneista … durante le battute di pesca, al posto della boa segnasub si tirava appresso una barchetta per metterci dentro il pescato! E i gemelli Lo Russo, eclettici e sportivi con la grande passione per il nuoto… e poi c’era Gennaro, il bagnino dello spogliatoio che ogni pomeriggio, allo scemar della clientela si recava al trampolino che dava al mare per un tuffo ristoratore: verticale sul corrimano e volo d’angelo, con l’applauso degli astanti… una ritualità vera e propria!  E poi v’erano i ragazzi, quelli d’allora (si sta raccontando di un periodo che va dalla fine degli anni sessanta metà anni settanta) che disputavano partite di pallanuoto, gare di tuffi dal trampolino a mare e da quello in piscina e ancora molti altri personaggi che facevano di questo posto una comunità gentile, semplice e condita da quella signorilità tutta partenopea che nasce dall’anima. E poi come non rammentare l’alba a Riva Fiorita… aspettare l’alba tra il profumo ed il rumore del mare significava un qualcosa d’indescrivibile… la si sentiva nel cuore quell’alba dorata che infondeva dolcezza… Abbiamo suscitato emozioni e piacevoli ricordi? Era il nostro intento… se ci siamo riusciti, ci fa piacere, anche per Voi.

Si ringrazia uno dei “ragazzi” di Riva Fiorita, Raffaele Corsica, per aver concesso le foto di questo articolo.

 Aspettare l’alba tra il profumo ed il rumore del mare significava un qualcosa d’indescrivibile