martedì, 22 Ott, 2019 Espresso napoletano

Storie e bellezze di Napoli on line

“Solo andata” al Piccolo Bellini: sulla scena il dramma dei migranti

0

Per riflettere sull’emergenza immigrazione che sembra non avere mai fine, e che entra nelle nostre case tutti i giorni attraverso la televisione, il Piccolo Bellini propone, dal 16 al 21 febbraio, lo spettacolo “Solo andata”. Tratto dal romanzo di Erri De Luca, racconta di chi affronta il mare per disperazione, per fame, per la necessità di fuggire da un paese in guerra, sognando una vita migliore ma senza sapere neppure se l’avrà ancora una vita.

migrantiUn viaggio travagliato e difficile, un viaggio di andata senza poter prevedere un ritorno, un viaggio appunto di solo andata. E anche l’arrivo, il raggiungimento della meta, è terribilmente incerto…Lo spettacolo, ideato da Antonello Cossia, è un monologo di sessanta minuti che lui stesso recita, accompagnato dalla chitarra e dalla voce di Francesco Sansalone.

nave migrantiSul palco nessuna scenografia, solo la proiezione di oltre trecento immagini fornite dalla Agenzia fotogiornalistica Controluce e prodotte da Carlo Hermann, Roberto Salomone e Mario Laporta. Sono immagini degli ultimi vent’anni, vent’anni nei quali è cambiata la nazionalità dei migranti che sbarcano sulle nostre coste, ma non la loro disperazione, che li spinge a partire in condizioni disumane coltivando la speranza, forse potremmo dire il sogno, di una vita diversa.

Migranti-Europa

Stessa disperazione, stesse speranze, e purtroppo oggi come allora, troppo spesso, stessa fine di queste speranze, che tristemente naufragano come quegli uomini e quelle donne che prendono il mare e che nel mare restano, strappati alla vita. Un testo forte e uno spettacolo che vuole scuotere le coscienze, forse troppo assuefatte alle tragedie del mare, tanto da non farsi più domande, accettandole come qualcosa che accade e basta. Ma la realtà non può essere ignorata o dimenticata…

migranti scogli

Scrive Antonello Cossia nel presentare lo spettacolo: “Questo testo di Erri De Luca è una dedica che cerco di fare al buonsenso, alla partecipazione, all’attenzione da rivolgere verso coloro che stanno peggio di noi. Non compio questo atto per spirito di carità, né tendo a sollevarmi il morale o la coscienza, ma sbatto la voce in palcoscenico per rabbia contro le ingiustizie”.

Erri-De-Luca

Nel monologo, anche un testo di Pier Paolo Pasolini del 1964, intitolato “Profezia”, scelto dall’attore perché mostra, in grande anticipo sui tempi, “l’epopea di chi al mondo non possiede neanche la fortuna di poterlo sognare un mondo migliore, poiché deve giocarsi la vita solo per verificare se esiste un mondo possibile”.