martedì, 25 Giu, 2019 Espresso napoletano

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Superkitsch : un gusto violentato, al Museo Minimo

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Il kitsch per chi non l’ha mai amato e per chi deve assolutamente imparare ad amarlo. Anche, per chi lo ama. Il “Museo Minimo” nel quartiere di Fuorigrotta – “punto d’incontro in un quartiere privo, sino a ieri, di riferimenti sull’arte contemporanea” -, nato per desiderio e volere dell’artista Roberto Sanchez de Luna e del medico Rosalba Esposito, che a partire da una decina di anni fa hanno ardentemente iniziato a credere nella creazione di “uno spazio, all’interno di uno studio professionale, in cui si coniugassero l’esigenza di un ambiente accogliente ed interessante con la possibilità di un contatto informale tra arte e cittadini”, ospiterà nei propri locali, fino al 31 gennaio, “SUPERKITSCH”.

foto SUPERKITSCH

 

 

Cos’è kitsch? Un oggetto, un’azione di cattivo gusto più o meno intenzionale, o ancora, prodotti artistici della cultura di massa. Il vocabolo fu introdotto per la prima volta nel 1968 da parte del grande polemista Gillo Dorfles, che coniò il nuovo termine per indicare quel tipo particolare di bruttura che si confà alla società odierna, inabissatasi nella propria distorta e corrotta ricerca estetica. Il gusto prendendo le distanze dalla decenza, ha poi deciso di procedere in direzione ostinata e contraria.

dorfles

 

Dorfles, ormai ultracentenario, in un’intervista al settimanale Panorama nel luglio 2014, sullo stato dell’arte: “l’arte non finisce, ma le opere stupide adesso sono troppe”. Così il Museo Minimo, a oltra quarant’anni dall’uscita del saggio – “Il Kitsch”- dell’ultimo tra gli esteti, si interroga sulla validità dell’intuizione, omaggiando un’attualità confusa e riflettendo sulla “relatività del concetto di arte e sulla labilità dei confini tra bello e brutto”. Con la finalità unica di spiazzare il visitatore, l’intero percorso artistico, al cui interno si alternano opere estremizzate ed esasperate, invita il fruitore ad una non banale riflessione sul tempo e la storia, attraverso “sollecitazioni emozionali, anche momenti di sofferenza estetica, che tendano alla percezione di un’atmosfera spiazzante prodotta dal gusto violentato”. Usciti dal percorso artistico, un ritorno alla realtà potrebbe risultare più consapevole, perché i mostri veri risiedono nella comune e tremenda quotidianità.

 

Museo Minimo – via detta San Vincenzo 3 angolo via Leopardi

apertura: lunedì, mercoledì ore 15 – 18

martedì, giovedì e venerdì 9 – 12 / o  appuntamento