“Tutti i colori di Scampia” in mostra a Santa Maria La Nova

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Sabato 7 aprile alle 12 presso il Chiostro grande di Santa Maria La Nova sarà presentata la mostra collettiva dal titolo “Tutti i colori di Scampia”, ideata e curata da Luca Sorbo e coordinata da Fabio De Riccardis. Il gruppo di 8 fotografi in mostra ha cercato – ciascuno con il proprio sguardo d’autore – di raccontare il quartiere Scampia andando oltre gli stereotipi delle fiction e dei media per entrare in empatia con i luoghi e con le persone che quotidianamente vivono una realtà difficile ma ricca di umanità e di speranza. Il progetto grafico ed espositivo è a cura di Emanuela Di Guglielmo.

I luoghi esistono spesso per come sono raccontati. Scampia è passata dall’indifferenza ad un’attenzione morbosa durante le faide tra i clan della zona. Un quartiere che conta circa quarantamila abitanti che è ormai un set cinematografico ed un luogo in cui ci sono numerose associazioni ed eventi culturali. Il progetto di reportage collettivo è un tentativo di raccontare questa complessità attraverso la fotografia. E’ il tentativo di dare attenzione alle differenti anime del quartiere che ha intrapreso un cammino virtuoso dalle prime esperienze artistiche di Felice Pignataro fino alle numerose iniziative di oggi.

pignataro

Il progetto, nato dall’esperienza delle passeggiate consapevoli per conoscere e documentare la città di Napoli ha coinvolto nove fotografi, alcuni alla loro prima esperienza espositiva, che per un anno hanno seguito un aspetto del territorio: Nicola Della Volpe, Fabio De Riccardis, Tiziana De Sena, Emanuela Di Guglielmo, Dario Guglielmi, Oana Moldovan, Aurora Tesone, Mariarosaria Varone.

murales scampia

L’iniziativa si ispira alla grande tradizione americana della Farm Security Administration che negli anni ’30 del Novecento utilizzò la fotografia per far conoscere l’America agli americani e quindi poter avviare un grande piano, fatto anche di notevoli sacrifici, per superare la terribile depressione. Le immagini di Dorothea Lange e Walter Evans possono ancora essere un modello valido per i giovani fotografi. Gli autori della collettiva hanno voluto provare a far conoscere Napoli ai napoletani, al di là dei luoghi comuni. Il futuro di Napoli parte, necessariamente, dal recupero e riqualificazione di tutte le sue periferie: da qui il progetto di “ecologia visiva”, un modo per conoscere il territorio, per difenderlo e migliorarlo attraverso la conoscenza e la documentazione.

 

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