Un ammiraglio dal cuore partenopeo

Commenta

Arturo Faraone e il suo impegno appassionato per il mare di Napoli e della Campania

Un napoletano adottivo. Benchè messinese di nascita, l’ammiraglio Arturo Faraone, classe 1958, segno zodiacale Ariete, Comandante della Capitaneria di Porto di Napoli e Direttore Marittimo della Campania dal 25 settembre 2015, nutre una viva passione per la terra di Partenope sin dai 5 anni di età, al punto da averne assimilato insieme all’amore per il mare, il sole, il cibo, anche la passione incondizionata per la squadra di calcio, particolare che lo consacra napoletano a tutti gli effetti. “Non manco mai alle partite, anche se vi arrivo in borghese, in modo defilato, per godermi in tranquillità tutte le azioni dalla Tribuna Autorità: mi considero in servizio permanente effettivo per la squadra della città che mi ha rubato il cuore ancora bambino” ha dichiarato più volte, sottolineando che le tante polemiche che coinvolgono il capoluogo campano sono, a volte, pretestuose e ricalcano un cliché sin troppo logoro. “Io sono consapevole dei molteplici problemi ancora irrisolti e trovo necessario che siano gli stessi abitanti a dover dare una risposta di civiltà e determinazione per cancellare il degrado esistente, ma è diventata un’abitudine malsana sparare a zero sulla città. Non mi piace che alla minima occasione si riproponga il dualismo Nord-Sud, né assistere al tiro al bersaglio che contro Napoli spesso e volentieri effettuano esponenti della politica e dei media e anche film che – invece di esaltarne le tantissime bellezze ed eccellenze, famose nel mondo – la denigrano esasperandone le negatività”.

Sposato con Mariella Valente e padre di due ragazze, Ester di 25 anni, e Valentina di 24, entrambe laureate in Giurisprudenza, il comandante, all’impegnativo incarico alla guida della Direzione Marittima della Campania aggiunge adesso anche la partecipazione al nuovo Comitato di Gestione dell’Autorità Portuale del Mar Tirreno Centrale appena nominato – con sede a Napoli e che comprende anche i porti di Salerno e Castellammare di Stabia – , insieme a Luigi Iavarone per la Regione Campania, Umberto Masucci per la Citta’ Metropolitana di Napoli, Gaetano Criscuolo per il Comune di Napoli. Tempo libero, quindi, ne rimane poco ma il dinamico ammiraglio riesce a ottimizzarlo dedicandosi ai suoi hobby, tra cui la musica (suona chitarra e pianoforte), la fotografia (esegue ritratti e scatti paesaggistici con la sua Nikon digitale), la scoperta di capitali e città d’arte insieme alla sua famiglia con cui fa annualmente un viaggio all’estero per visitare i più importanti musei del mondo.

Molti i progetti intrapresi per la tutela del bene-mare dall’atto del suo insediamento a Napoli, per incrementare vieppiù il pattugliamento delle coste, salvaguardare i siti più vulnerabili (le cosiddette aree protette), sgominare le frodi alimentari controllando l’intera filiera del pescato “dalla rete al piatto” con imponenti sequestri dei proibitissimi datteri, di pesci sotto misura, di surgelati scaduti e rietichettati a danno della salute dei consumatori, portare sicurezza e soccorso nel mare specie nella stagione balneare. Oltre al collegamento fruttuoso con gli utenti del mare e alla fattiva collaborazione con il cluster marittimo che dimostra alla Capitaneria di Napoli una particolare riconoscenza e stima, il punto cruciale fra i suoi “sogni nel cassetto” e i progetti ancora in itinere riguarda “lo sviluppo del porto di Napoli, che è la prima industria della città, snodo importantissimo dei traffici marittimi, asse portante dell’economia locale e della politica di crescita del Mezzogiorno”.

 

BOX

La vicenda della Costa Concordia

L’ammiraglio Faraone, nel ruolo di Comandante della Direzione Marittima della Toscana e della Capitaneria di porto di Livorno, è stato una figura di primissimo piano nella vicenda del naufragio della Costa Concordia vissuta “dal vivo” in quanto Soggetto Attuatore per l’emergenza successiva, nominato dal Capo della Protezione Civile: è ormai storia, più che cronaca, il poderoso sforzo messo in campo dai suoi uomini con il suo coordinamento e dalle autorità per limitare i danni dell’incidente e portare in salvo i passeggeri in una lotta disperata contro il tempo, che ha purtroppo lasciato dietro di sé un doloroso pegno di vite umane. Nel periodo immediatamente successivo, vi furono anche molti rumors sul comportamento di vari ufficiali della nave – comandante Schettino in primis – e polemiche circa il trasferimento del capitano Gregorio De Falco – l’ufficiale “eroe” nella notte della Costa Concordia –dalla sala operativa della Capitaneria di Porto a un incarico amministrativo: ma fu proprio il comandante Faraone a buttare acqua sul fuoco e a smorzare la diatriba dichiarando “Si tratta di un normale avvicendamento come ce ne sono decine nei diversi comandi e non certo di una diminutio. Ecco perché non si deve parlare né di punizione né tantomeno di strumentalizzazione: De Falco ha fatto molto bene durante la sua permanenza alla sala operativa e nella notte della tragedia della Concordia ha reso onore alla Capitaneria”.

Tag:, , , , ,