mercoledì, 11 Dic, 2019 Espresso napoletano

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Un premio a Napoli per i protagonisti della lotta all’illegalità

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Venerdì 22 novembre, il Teatrino di Corte del Palazzo Reale di Napoli ha ospitato il Premio Europeo di giornalismo giudiziario ed investigativo 2019 “L’evoluzione”, nato in Sicilia da un’idea del giornalista Massimo Scuderi e giunto alla sua quarta edizione. Si tratta di un appuntamento annuale e itinerante, che ogni anno individua giornalisti d’inchiesta, imprenditori, militari, uomini comuni e organi di stampa che si siano distinti, nel panorama italiano ed europeo, nella lotta all’illegalità in tutte le sue forme.

L’evento, presentato da Costanza Calabrese, si è aperto sulle note dell’Inno europeo e dell’Inno italiano, suonate dalla Banda musicale dei Granatieri di Sardegna, e ha visto susseguirsi sul palco grandi personalità del giornalismo e della giustizia che ogni giorno si prodigano per portare alla luce verità ingombranti ma impossibili da tacere. Il primo a intervenire è stato Gaetano Pedullà, direttore del quotidiano La Notizia, il quale, alla luce dei tristi episodi di cronaca degli ultimi anni, ha ricordato quanti siano, tutt’oggi, i rischi cui sono esposti i giornalisti d’inchiesta. A suggellare la collaborazione tra giornalismo investigativo e magistratura, sono poi intervenuti Catello Maresca, pubblico ministero del Tribunale di Napoli, e Maurizio Block, vertice della magistratura militare italiana.

Premio Europeo di giornalismo giudiziario ed investigativo, i premiati

Dopo la profonda riflessione a più voci si è passati alla vera e propria premiazione di questa edizione.

Per la sezione ‘Giornalismo giudiziario e investigativo’ sono stati consegnati riconoscimenti a:

  • Nadia Toffa (all’esempio) per l’inchiesta sull’Ilva di Taranto, realizzata nel 2013, e per quella sulla Terra dei fuochi, condotta con il prezioso aiuto di Don Maurizio, parroco di Caivano e ormai grande amico della giornalista, che per conto della sua famiglia ha ritirato il premio.
  • Carmine Gazzanti e Flavia Piccinni, per l’indagine sull’organizzazione settaria in Italia, poi raccontata nel libro Nella Setta (2018).
  • Giulia Bosetti, giornalista di PresaDiretta che, tenendo fede al tema della difesa dei diritti umani, fil rouge di tutte le sue inchieste, si è occupata del caso Giulio Regeni, il giovanissimo ricercatore rapito e torturato in Egitto nel 2016 per cause ancora ignote.
  • Fabrizio Capecelatro per il libro Il sangue non si lava (2017), ove il clan dei Casalesi è raccontato attraverso le parole del boss, poi pentito, Domenico Bidognetti.
  • Carmen Lasorella, insignita anche del premio della giuria popolare, per la dedizione con la quale ha raccontato per anni la difficile realtà delle zone di guerra.

Per la sezione ‘Organi di stampa europei/internazionali’ il riconoscimento è andato a Reporters sans frontières, organizzazione sita a Parigi e dedita alla difesa del giornalismo investigativo europeo e delle libertà d’informazione e di stampa.

Premio Europeo di giornalismo giudiziario ed investigativo

Per la sezione ‘Il coraggio di denunciare’, sono stati premiati:

  • L’ammiraglio Pettorino Giovanni, Comandante Generale della Capitaneria di Porto, per le vite salvate in mare;
  • Antonio D’Amore, Direttore Generale dell’ASL Napoli Nord 2, per la denuncia dei casi di malagestione;
  • Antonino Tufano, per la condotta umana e imprenditoriale sempre improntata alla legalità.
  • L’associazione Noi genitori di tutti, costituita dalle mamme e dai papà che vivono nei comuni della Terra dei fuochi, e che, senza alcuno scopo di lucro, persegue finalità sociali.

Infine, per la sezione ‘Stati Europei e cooperazione contro la lotta alle mafie’ è stata premiata l’unità di cooperazione giudiziaria permanente Eurojust, impegnata contro le forme gravi di criminalità che coinvolgono più di uno Stato dell’Unione.

Premiato a sorpresa anche il Luogotenente della Guardia di Finanza Antonio di Fede, che proprio un anno fa a Napoli, mentre era fuori servizio, ha salvato la vita di un giovane in preda ad un arresto cardiaco.

Dunque, il Premio europeo di giornalismo giudiziario ed investigativo, che quest’anno Napoli ha avuto l’onore di ospitare, si presenta come un’occasione perfetta per celebrare e ringraziare coloro che, per mestiere o vocazione, attraverso i canali ufficiali o i piccoli gesti quotidiani, rischiano la vita per combattere il male forse più diffuso della nostra società: l’illegalità. La speranza di quanti si danno da fare nell’organizzazione di questa rassegna, è che tali ringraziamenti e riconoscimenti si traducano al più presto in un supporto concreto, affinché quel nobilissimo sentimento che è la sete di giustizia, mieta sempre meno vittime.

Intanto al via i preparativi per la quinta edizione del premio, l’anno prossimo a Bruxelles!

Studentessa di legge, amante della parola da sempre. Insaziabile curiosa, sono costantemente in cerca di nuovi volti, paesaggi, emozioni con cui confrontarmi. Cultrice del vintage e appassionata di film e musica molto più anziani di me. Scrivo per catturare un po' della bellezza che incontro.