domenica, 17 Nov, 2019 Espresso napoletano

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Un presepe vivente ispirato alle opere di misericordia per le strade di Secondigliano

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Per le strade di Secondigliano il 28 e 29 dicembre e il 5 gennaio, a partire dalle 18.00, 35 figuranti daranno vita a un presepe vivente, prima rappresentazione del genere per le vie del quartiere. L’idea è stata del parroco della chiesa dell’Immacolata Concezione a Capodichino, don Doriano Vincenzo De Luca, che ha pensato a un presepe molto particolare, ispirato alle Sette Opere di Misericordia.

La scena della Natività verrà allestita nel cortile di un palazzo in corso Secondigliano 59, con sullo sfondo una fedele riproduzione del celeberrimo quadro del Caravaggio che raffigura appunto le opere di misericordia, situato nella chiesa del Pio Monte di Misericordia in via Tribunali, nel cuore del centro storico di Napoli. A raccontare le opere di misericordia corporale e spirituale, e stimolare la riflessione su di esse, 15 pannelli posti lungo il percorso.

Il presepe vivente di Secondigliano si annuncia fuori dagli schemi anche per un altro motivo, ossia per il fatto che si ispira al tema dei migranti: la sacra famiglia è costituita da una coppia di profughi siriani, e i Re Magi sono un pescatore, un medico e una guardia costiera, cioè figure che si trovano a vivere il dramma dei barconi da vicino. E la culla di Gesù ha appunto la forma di un barcone, a ricordare i tanti che viaggiando in mare alla ricerca di una vita migliore sono morti, ma anche a rievocare gli episodi evangelici nei quali il Cristo è stato proprio su una barca, a predicare, ad incontrare i suoi, a dare loro fiducia.

Ad accompagnare la rappresentazione canti natalizi tradizionali ma anche brani di Ligabue, Jovanotti, Marco Mengoni. “Abbiamo scelto il tema della misericordia e dei migranti”- così il parroco – “per dire che Secondigliano, terra anche difficile, sa leggere qualcosa di bello ed è un quartiere che sa accogliere”. La sacra rappresentazione, coordinata da Bruno Capone, Paola Ciriello, Emanuele Raiano e Costanza Vergolino, vuole proprio stimolare la riflessione di quanti vi assisteranno sul tema dell’accoglienza, che, come affermato da don Tonino Palmese, vicario episcopale per la Carità, durante la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, “rientra pienamente nell’ottica del Natale, perché si possa passare da una logica che respinge ad un abbraccio che accoglie”.