venerdì, 20 Set, 2019 Espresso napoletano

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Un talento molto Serio: Elisabetta, “pupilla” di Pino Daniele

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Quando il talento musicale si sposa perfettamente con la profondità d’animo, ecco che si ritrova dinnanzi ad un artista a tutto tondo. È il caso di Elisabetta Serio, pianista jazz, autentica eccellenza musicale partenopea tanto che Pino Daniele quattro anni fa l’ha voluta nella sua band. Dopo la laurea in jazz presso il conservatorio di Benevento, approfondisce gli studi con Valerio Silvestro (che vanta collaborazioni con Chet Baker), e segue seminari con Barry Harris e Rita Macotulli. Nel 2010 vince come compositrice il Premio Carosone e il Premio Piedigrotta. L’anno successivo si aggiudica il premio Lucca donna in jazz.
La musicista, a suo agio anche con il funky, il blues e il rock, si racconta a l’Espresso napoletano.

Premio Lucca Jazz Donna 2011

 

Che cos’è per te la musica?
È un rifugio, un orientamento, un qualcosa che mi aiuta a tenere la schiena dritta e mette a fuoco le emozioni.

Quando hai capito che la musica sarebbe stata la tua strada?
L’ho capito all’età di cinque anni. Vedevo mio zio, che all’epoca collaborava con Anna Oxa, suonare l’organo hammond ed io mi sollevavo sulle punte per capire come muoveva le mani sui tasti. Poi ho iniziato a suonare ad orecchio melodie semplici, e dopo mi sono iscritta al conservatorio. Resta comunque il fatto che la musica la impara per “strada”.

In cosa ti ha aiuto la musica?
Ad arrivare alle persone, ad aprirmi. Sono molto timida, e grazie alla musica sono riuscita a mettere più pancia e meno testa nella mia vita.

Perché in particolare il jazz ?
Perché è legato all’idea della libertà che tuttavia raggiungi solo attraverso l’impegno quotidiano, che poi a ben vedere è la vera libertà.

elisabetta serio

Sei musicista e sei donna. In Italia fare musica non è una professione, e la parità di genere è ancora lontana. La diseguaglianza esiste anche nel mondo musicale e in che misura?
Esiste, non posso negarlo anche se io non ne ho fatto molta esperienza. Il problema vero è che viviamo in un mondo ancora troppo dominato dalla cultura maschilista; l’uomo sin dai tempi antichi è un procacciatore, se gli togli quel ruolo, gli togli potere.

Nel 2011 esce l’EP “April”, disponibile da poco anche in vinile (serie limitata). Il tuo stile è stato definito “estremamente melodico e cantabile, moderatamente ballabile”. Un jazz che parla a tutti?
La “popolarità” non è stato frutto di una scelta precisa. Il mio jazz nasce dalle gioie e dai dolori della vita (è dedicato al padre, morto nell’Aprile di cinque anni fa), dalle emozioni di tutti i giorni. Se il mio lavoro musicale è in grado di arrivare a più persone, ne sono contenta.

Gli ultimi quattro anni della tua vita li hai trascorsi artisticamente al fianco di Pino Daniele. Come lo hai incontrato e qual è il tuo ricordo più bello.
Anni fa collaborai ad un disco di Rino Zurzolo che capitò nelle mani di Pino Daniele, con cui Rino ha suonato a lungo. Dopo averlo ascoltato Pino Daniele si informò su di me, poi chiese a Zurzolo di chiamarmi. La telefonata arrivò in una giornata di caldo torrido mentre ero in vacanza in Sicilia; Rino mi disse che Pino Daniele mi voleva con lui per cinque concerti. Naturalmente pensavo di aver capito male o che fosse uno scherzo. Andai a Roma per incontralo e subito mi accorsi che era un uomo molto spiritoso (ride di cuore, ndr), una persona d’altri tempi. Prima di salire sul palco, controllava sempre come ero vestita, sempre protettivo verso di me. Immancabile poi la telefonata settimanale nella quale mi prendeva in giro per il fatto che fumo molto (ci commuoviamo entrambe, ndr).
È come se fosse morto mio padre, l’uomo che mi ha insegnato tanto e mi ha dato piena fiducia.

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 Si parla da tempo di un tuo prossimo album dal titolo “Niente di Serio”. Ci dici di cosa si tratta, soprattutto quando potremmo goderne l’ascolto?
Ho registrato già cinque tracce, ne mancano poche altre. In questo momento ho subito una battuta d’arresto, per ovvi motivi.
I brani prendono spunto dalle mie nuove avventure emozionali, e ho trovato ispirazione nella musica classica (Bach, Mozart). C’è anche un brano intitolato “Mister P”, dedicato a Pino Daniele, composto a settembre, in tempi non sospetti. In questo progetto mi affiancano Leonardo De Lorenzo alla batteria, Marco De Tilla al contrabasso e Fulvio Sigurta alla tromba.