lunedì, 19 Ago, 2019 Espresso napoletano

Storie e bellezze di Napoli on line

Un viaggio a… Napoli!

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Forse non tutti sanno che dall’altre parte dell’Oceano, in Florida, esiste una città di circa quattrocentomila abitanti che si chiama Napoli, con un’isola vicina alla baia che si chiama Capri! È l’altra Napoli o, meglio, è Naples (FL): una città di vecchi, di pensionati, che fa del lusso e della bellezza estetica i suoi punti di forza. Spiaggia tropicale con palme e sabbia bianca e uccelli di ogni specie. Chilometri di giardini curati e ordinati; un landscape (paesaggio) curato in ogni mimino particolare. Le estati sono molto calde e d’inverno la temperatura non scende mai sotto i 20 gradi. I fondatori, a fine ‘800, pensarono bene di chiamare Napoli il nuovo insediamento urbano che andava costituendosi nella Florida meridionale, l’ultimo insediamento prima delle paludi del Parco Nazionale delle Everglades; proprio nel punto dove la statale 75 scende fin giù nella Florida e poi fa una curva di 90 gradi verso Miami.

Erano anni che mi riproponevo di visitare l’altra Napoli, la Napoli americana. Poi finalmente ci ho trascorso una settimana e… quasi quasi… mi ci trasferisco per sempre!
C’è il mare tropicale, i prezzi bassi, e poi con una buona connessione Internet e un’antenna satellitare ormai si può vivere davvero dovunque. Cominciamo col dire che punti di contatto non ve ne sono per niente. C’è il “Banco di Naples”, e quindi vale il detto “Ciacchiere e tabbacchere ’e lignammo ’o banco ’e Naples non le impegna”. C’è il “Naples daily news”, il giornale del mattino. Il “Naples daily news” della domenica è bello spesso, ma si tratta solo di pubblicità di centri commerciali: la vita culturale pare decisamente bassa. Ci sono tutte le grandi librerie americane, dove ci si accultura per tempi illimitati. La più vecchia casa è di fine ‘800, costruita accanto a un molo – oggi il simbolo della città – messo in piedi dai pionieri americani e più volte distrutto dagli uragani. Tra questi pionieri ci doveva essere un napoletano che, davanti alla bella baia tropicale pare che disse: “sembra più bella della baia di Napoli”. E così quella città si chiamò Napoli.

Amministrazione urbana

La città è governata da un sindaco. Non avendo storia o cultura da valorizzare, l’amministrazione comunale punta sull’unica risorsa di cui dispone: lo spazio illimitato e il landscape. Migliaia di giardinieri sorvegliano uno dei paesaggi più curati del mondo. In tal modo il Comune di Naples attira turisti e investitori da ogni parte d’America.

Urbanistica

A differenza della Napoli europea, Naples si estende in orizzontale sulla piatta regione della Florida. Nessun appartamento in edifici ma meravigliose ville a unico livello, raramente a due. Le ville sono raggruppate in immensi condomini, protetti da guardie private, con lussuosi servizi centralizzati: piscine, palestre, aree di incontro.

L’atmosfera è proprio quella della serie “Desperate housewives”: calma e discrezione apparente, ma tutti sanno tutto dei vicini. Ogni giorno la spesa si va a fare in macchina presso il centro commerciale perché il negozio di quartiere non esiste. Tutto il commercio è organizzato in centri commerciali, mall e outlet, chiusi e ben rinfrescati.

I trasporti

Le distanze sono colossali e quindi il sistema di trasporto è basato esclusivamente sull’automobile. Non c’è metropolitana, treno, funicolare (manca qualunque tipo di altura); gli autobus sono rarissimi. Tutti hanno più di una macchina.

La spazzatura

A Naples si ricicla tutto. Ogni famiglia ha due bidoni: il riciclabile (carta, alluminio, vetro, plastica) e l’indifferenziato. Ogni martedì Mustafa, il mio amico di origini turche, mette fuori casa il bidone giallo e il bidone verde. Una volta a settimana. Ma lì basta. Gli imballaggi sono davvero ridotti e, quindi, pure i residui domestici. Da qualche anno in America tutti parlano di ambiente e di organic (biologico). Gli americano hanno esportato il consumismo e adesso sono divenuti ottimi ecologisti. A proposito, pure sul fumo hanno cambiato idea. Qui nessuno fuma più: una massiccia campagna antifumo e il prezzo di un pacchetto a 15 dollari hanno fatto abbandonare la sigaretta a molti americani.

La qualità di vita

A Naples tutto sembra finto, tutto innaturale, troppo perfetto. Come in un Truman Show immenso, ogni abitante sembra recitare la sua parte. Chi va in bici, chi fa footing, tutti gli anziani in tuta e poi golf, golf e ancora golf. Come Giovanni e Maria, i nostri conoscenti calabresi, che sono sempre al club del condominio e utilizzano tutti i servizi comuni: piscine, palestre, jacuzzi, giornali e Internet café. Insomma, un vero villaggio vacanze. Come Mustafa e Maria, pediatra americana laureata all’Universita Federico II di Napoli, che hanno deciso di non lasciare mai questa città.
Come Davide, pensionato baby delle ferrovie italiane e oggi integrato perfettamente nel sogno americano, con tre figli americani; come il proprietario napoletano del ristorante Buca di Beppo, l’aggregazione di oggetti kitsch più ampia della mia vita, ma con una sciarpa ‘Forza Napoli’ all’ingresso che da sola vale la visita.
Il pizzaiolo della Pizzeria sulla Quinta strada è stato il pizzaiolo di Emilio al Vomero, dietro al Collana. Qui a Naples la forza d’attrazione della Napoli europea è fortissima; basta sentire i nomi dei condomini: Positano Inn, Amalfi residence, Pompei e Sorrento.
Ma si alza anche qualche voce contraria. Graziella, commessa da otto anni da Max Mara di Naples, non ne può più di questa città di vecchi. Vuole tornare in Italia e rinunciare alla perfezione della città.

I costi

La recessione ha completamente distrutto il mercato immobiliare. L’offerta di case era già incredibilmente alta e quindi i prezzi assolutamente bassi, dati gli spazi immensi. Una villa con piccola piscina in un elegante condominio poteva costare 400.000 dollari (300.000 euro). La recessione ha dimezzato il valore delle case. Graziella, che vuole vendere la sua casa (pagata proprio 400.000 dollari) per tornare in Italia, non trova offerte superiori a 100.000 dollari. E questo vorrebbe dire perdere i tre quarti del valore pagato. Ma per un compratore questo vuol dire, anche a causa del vantaggio di cambio per gli italiani, comprare con centomila euro una signora villa con piscinetta in un condominio protetto.

Le (uniche) cose in comune

Dal punto di vista geografico entrambe le città sono città di mare ed entrambe sono sulla costa ovest di una penisola e quindi godono di tramonti mozzafiato. Altra cosa sfiziosa è che quelli che abitano la prima periferia per andare in centro dicono: andiamo “Giù Napoli”, proprio come fanno i vomeresi qui. La vecchia Naples – e rido chiamandola “vecchia” – ha un reticolo urbano ordinato, fatto di street e di avenue che si intersecano tra loro, proprio come avviene a Napoli tra i cardini e i decumani del centro antico. I decumani sono quindi le avenue (Tribunali avenue), e i cardini sono le street (Limongello street o Scassacocchi street).
A parte queste poche cose, è davvero difficile trovare altri punti contatto. Ma Naples (FL) ha comunque qualcosa che mi ha sedotto e, avendo io sempre sostenuto di non poter vivere in nessuna altra città che non fosse Napoli, l’unica possibilità che ho di cambiare città è quella di andare a Naples (FL). Almeno rimarrei coerente con quel che ho sempre detto.