venerdì, 20 Set, 2019 Espresso napoletano

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Una ciociara da Oscar

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Il 9 Aprile 1962, Sophia Loren, icona storica del cinema italiano nonchè orgoglio esclusivamente partenopeo, vinceva l’Oscar come miglior attrice per l’interpretazione ne “La ciociara”, apparso sugli schermi appena due anni prima a ridosso del Natale. Si tratta del primo Oscar conferito ad un’attrice in un film non in lingua inglese e poche sono, ancora oggi, le donne a detenere questo record. Il film, ambientato durante la seconda guerra mondiale, è abbastanza romanzato ma chiari sono i riferimenti ai brutali crimini di guerra perpetrati durante la campagna d’Italia ad opera dei soldati marocchini.

 

La vicenda è ambientata a Roma e protagoniste sono Cesira, giovane vedova, e sua figlia Rosetta, appena dodicenne, tanto che il titolo del film in inglese è “Two Women”, “Due Donne”. Decisiva è la scelta delle due donne di fuggire dalla città sottoposta ai bombardamenti e recarsi a Fondi. Qui infatti, Cesira e Rosetta conoscono Michele, un giovane intellettuale antifascista, il quale però, innamoratosi della madre ed affezionatosi alla figlia, scompare nel nulla dopo esser stato portato via dai soldati tedeschi.

Quando ormai il peggio sembra esser passato Cesira sceglie di tornare a Roma, inconsapevole di andare incontro alla peggiore delle disgrazie. Le due donne, infatti, finiscono con l’esser rapite e violentate dai soldati marocchini e successivamente sedotte in cambio di un paio di calze di nylon. L’avvicendarsi dei suddetti eventi scuote terribilmente Rosetta, la quale appare estraniata e assente. Il rapporto tra madre e figlia giunge quindi ad un’estrema tensione, causata dai sensi di colpa di Cesira e dal rancore di Rosetta. A porre fine all’astio creatosi tra le due, la notizia dell’uccisione di Michele, operata dai soldati tedeschi.

È difatti quest’ulteriore triste evento a ricongiungere le due donne con una sorta di azione catartica che sottolinea il rapporto indissolubile e imperturbabile esistente tra le due così come tra ogni madre e ogni figlia. Sophia Loren aveva solo 25 anni quando Vittorio De Sica le affidò la parte di Cesira, inizialmente pensata per Anna Magnani. Il ruolo richiedeva, seppur nell’apparente semplicità del personaggio, una particolare venatura drammatica, che la Loren riuscì a rendere con estrema naturalezza. Emblematiche infatti risultano scene come l’abbraccio tra madre e figlia appena dopo lo stupro oppure il pianto di Cesira tanto commovente quanto liberatorio.

Dunque questo film, che ancora oggi figura tra i capolavori di De Sica, risulta sicuramente interessante per lo spessore della trama ma è senza dubbio impreziosito dall’interpretazione della grande Sophia Loren, interpretazione che le valse riconoscimenti quali la Palma d’oro a Cannes, il BAFTA, il David di Donatello e il Nastro d’argento, oltre all’Oscar succitato che, a pochi giorni dal 55° anniversario, sembra necessario celebrare. Impossibile è infatti negare quanto Sophia Loren abbia significato e continui a significare per la nostra amata città. Bellezza prorompente, spontaneità, e la giusta drammaticità quando necessario, sono i tratti distintivi di Napoli che, incarnati in questa donna, sono stati apprezzati in tutto il mondo e in ogni tempo con il nome di Sophia Loren.