Utopie del terzo millennio, quattro film sul tema al Teatro Spazio Libero

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Qual è la vera funzione dell’utopia? Indicare un orizzonte verso il quale muovere. Ed è proprio col tema delle “utopie del terzo millennio” che si conclude la XIII edizione del Tam Tam Digifest, intitolata “I viaggiatori dell’utopia”. Dal 17 al 20 settembre, lo Spazio Libero di Napoli ospiterà quattro proiezioni che intendono esplorare le utopie contemporanee, e che saranno precedute da performance teatrali sul tema affrontato dalla rassegna. L’ultimo appuntamento include una tappa obbligatoria nel ’68 – di cui quest’anno si celebra il cinquantenario – confrontando questa utopia con quella cibernetica e digitale dei social di oggi. Con questa sezione sulla rivoluzione digitale il Tam Tam Digifest – che usufruisce del contributo della regione Campania – completa il viaggio che ci ha portato dal 1917 al 2017, dal “potere ai soviet” al “potere ai social”.
utopie del terzo millennio

Si comincia sabato 17 novembre, alle ore 21:30, con il tema dedicato alle “Utopie del terzo millennio”, dal Quarto Potere a Internet, con un tris di opere. Il primo film è “Deep Web”, il documentario di Alex Winter sulla parte più oscura della Rete. La pellicola racconta una delle più importanti e affascinanti saghe criminali digitali del secolo: l’arresto nell’ottobre 2013 di Ross William Ulbricht. 

utopie del terzo millennio

Ulbricht, un imprenditore trentenne accusato di essere il “Dread Pirate Roberts” – fondatore della Via della Seta, il famigerato mercato nero on line meglio conosciuto per il traffico di droga, è attualmente sotto processo a New York. Il documentario esplora le indagini e svela come le menti più brillanti e i leader di pensiero dietro al Deep Web e a Bitcoin si trovano nel mirino di una battaglia per il controllo di un futuro indissolubilmente legato alla tecnologia. Il film mette in discussione anche i diritti di un individuo sulla libertà in rete.

utopie del terzo millennio

Domenica 19 novembre, alle ore 21, si continua con “The circle”, film di James Ponsdolt, inquietante parabola sul potere dei “social network” con Tom Hanks e Emma Watson. La giovane attrice interpreta Mae Holland, figlia unica in una famiglia di condizioni economiche modeste. Suo padre è affetto da sclerosi multipla e non può permettersi le cure costose che gli sarebbero necessarie.

utopie del terzo millennio

Mae lavora presso un call center ed è rassegnata a un’odissea di precarietà e invisibilità sociale. A sorpresa, la sua amica Annie riesce invece ad assicurarle un colloquio con l’azienda futuribile per la quale lavora, The Circle, che assume cento nuovi dipendenti alla volta. Si tratta di una grande società di tecnologia e social media proprietaria di un social network e di avveniristiche tecnologie. Mae supera il colloquio ed entra a far parte di un campus popolato da migliaia di giovani che lavorano insieme e frequentano le attività ludiche e sportive organizzate dai due direttori dell’azienda.

utopie del terzo millennio

Lunedì 19, alle ore 21, la rassegna dedica un omaggio alla narrazione del ’68 e del maggio francese affidata a un maestro, come Bernardo Bertolucci, con i suoi “The Dreamers” in cui si racconta la rivolta mentale e filosofica di una generazione. Il film è ambientato a Parigi nel 1968 e uno dei protagonisti è il giovane studente americano Matthew che arriva nella capitale per studiare il francese. Non avendo ancora padronanza della lingua, il giovane mostra difficoltà a socializzare e l’unico suo rifugio diviene il cinema. Durante l’occupazione della Cinémathèque française da parte degli studenti, Matthew incontra la bella Isabelle, che finge di essere incatenata al cancello dell’edificio per protesta contro un nemico del quale ancora nessuno ha piena concezione.

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Isabelle si mostra subito aperta e presenta il nuovo amico alla famiglia e al fratello gemello Théo. Mentre i genitori sono in vacanza, Isabelle e suo fratello invitano Matthew a casa loro. Durante la convivenza, i tre ragazzi sperimentano un codice di comportamento e esplorano le proprie emozioni e pulsioni erotiche. Punto di contatto tra le idee dei giovani è il cinema, che li porta a conoscersi sempre più profondamente.

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Si chiude martedì 18 novembre, alle ore 21, con “L’inventore di favole” di Billy Ray, con Hayden Christensen, Peter Sarsgaard, Chloë Sevigny, Rosario Dawson e Melanie Lynskey. Il film già nel 2003 anticipava il problema delle “fake news” e racconta la vera storia di Stephen Glass, editorialista per il The New Republic e giornalista free lance per diverse riviste quali Rolling Stone, Harper’s a Gorge. Nella metà degli anni ’90, Glass divenne rapidamente uno dei più promettenti e conosciuti giovani giornalisti di Washington ma una serie di eventi lo portò ad una altrettanto rapida caduta. Buzz Bissinger scrisse sul numero di settembre 1998 di Vanity Fair che quanto scritto da Glass era molto lontano dalla correttezza professionale e dalla verità e lentamente si scopre che la maggior parte dei suoi scoop erano falsi.

Info:
Teatro Spazio Libero – via del Parco Margherita, 28a
Biglietto intero: 5 euro – sconti per scuole e gruppi organizzati
Formula mini abbonamento a tutti film: 15 euro