mercoledì, 17 Lug, 2019 Espresso napoletano

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Visita al Giardino di Babuk e al suo ipogeo

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Sabato 12 gennaio, l’Associazione culturale Medea Art presenta un viaggio nel ventre di Napoli, tra natura, storia ed esoterismo. Dove? Nel suggestivo Giardino di Babuk. Esteso su una superficie di circa 1000 mq, il giardino presenta piante di limone, banani, fiori, e al centro un faggio antichissimo, databile intorno al XIV secolo. Proprio all’ombra del faggio, furono seppelliti i corpi dei neonati delle monache del Convento dei Saponari, rimaste incinte per la brutalità dei soldati francesi che entrarono a Napoli al seguito del Generale Championnet nel 1799.

giardino di babuk

Il giardino, voluto dalla famiglia dei Caracciolo del Sole, prende il nome dal gatto Babuk che, insieme ai tantissimi felini ancora oggi padroni dello spazio, viveva tra la fitta vegetazione e la bellezza della natura. Tra gli ambienti più emozionanti del luogo, c’è sicuramente l’ipogeo, una cavità naturale posta al di sotto del giardino, composto da quattro caverne collegate da cunicoli con un lato di lunghezza pari a circa 8 metri. Ben leggibile lungo il perimetro è il caratteristico pulvino, che impediva l’accumulo di limo nell’intersezione tra pareti e fondo e che segna la successiva funzione dell’ipogeo a cisterna utilizzata dagli abitanti dell’edificio per rifornirsi d’acqua. L’altezza interna, pari a circa 14 metri, e le tracce di sedimentazione presenti sulle pareti fanno pensare che la cisterna sia capace di contenere almeno 640.000 litri.

giardino di babuk

Nel 1884, a seguito all’epidemia di colera, si decretò la graduale dismissione delle cisternesostituendone la funzione di approvvigionamento idrico con l’adozione dell’acquedotto del Serino tuttora in uso: all’interno del Giardino di Babuk, la scala che conduceva all’imboccatura del pozzo dal quale i condomini del fabbricato attingevano l’acqua per gli usi domestici, fu prolungata realizzando sei nuovi rampanti che sfondarono la parete posta a sud, permettendo così di raggiungere il piano della cisterna. Durante la guerra, poi, per evidenti necessità, la cavità fu destinata a ricovero antiaereo: nel silenzio del sottosuolo, donne, bambini e anziani cercavano rifugio per sfuggire alle atrocità commesse in superficie.

giardino di babuk

In epoca recente, sulle pareti della cavità sono state rinvenute interessanti tracce di una serie di segni: alcuni sono proprio le testimonianze visibili dei terribili momenti di paura vissuti da chi cercava riparo nella grotta durante i bombardamenti; altri – salamandre, tritoni, croci incise, scudi e nicchie scavate – hanno una valenza probabilmente esoterica sulla quale studiosi ed esperti ancora si interrogano senza riuscire a capire né la datazione né la funzione.
Info e prenotazioni per visitare il Giardino di Babuk: 3404778572. Contributo soci: 12 euro.