27, 28, 29 settembre 2022: 79 anni delle Quattro Giornate di Napoli

quattro giornate di Napoli
quattro giornate di Napoli

A 79 anni dalle Quattro Giornate di Napoli, l’ANPI Napoli Centro ha organizzato alcune iniziative per celebrare la ricorrenza.

«Gli storici non hanno capito l’importanza delle Quattro Giornate. Al momento la situazione non è molto buona ma speriamo bene. Non ci arrendiamo».

Antonio Amoretti è nato nel 1927 in via Cento Gradi ai Cristallini, zona San Carlo all’Arena. È un pezzo di Storia d’Italia e della nostra città: fu uno dei ragazzi che presero parte alle Quattro Giornate di Napoli che è stata la prima città italiana a insorgere contro i nazi fascisti.

Commendatore al merito della Repubblica, Medaglia d’oro del Comune di Napoli per le Quattro Giornate, storico volto e voce dell’Anpi Napoli, aveva appena compiuto sedici anni quando prese in mano la pistola del padre – antifascista cilentano – e radunò i suoi coetanei per andare a fare le barricate in via Foria.

Furono giorni di furore e Resistenza che Amoretti ricorda vividamente: le sue memorie trasmettono in pieno lo sfinimento fisico e morale, l’orgoglio e la voglia di libertà che incendiarono la città dal 27 al 30 settembre 1943. Napoli fu la prima a liberarsi da sola dall’occupazione nazifascista, ben due anni prima della Liberazione nazionale. Alla sommossa, organizzata dagli anti fascisti, presero parte le frange più disparate della popolazione. Una riscossa organizzata e anche improvvisata che ha permesso alla città di liberarsi dagli occupanti che avevano ridotto la popolazione in uno stato di fame, disperazione e terrore.

Il racconto

«Mio padre era un anti fascista cilentano. I cilentani anti fascisti a Napoli si riunivano presso uno studio dentistico in via Foria di fronte all’Orto Botanico. Era il cosiddetto “dentista comunista” di via Foria, si chiamava Francesco Lanza, “Ciccio Lanza”, di Marina di Camerota».

Amoretti ci tiene a far passare un dato importante: le Quattro Giornate non sono nate per caso, non sono state un evento spontaneo ma organizzato ma dai vari gruppi anti fascisti sparsi in tutta la città. Il papà del signor Amoretti era uno dei “ragazzi del ’99”, aveva fatto la prima guerra mondiale. Era un tramviere. La sera del 27 settembre il papà di Antonio Amoretti tornò a casa dopo una riunione:

«Domani si spara, e si muore, anche. Papà disse a mamma: Attenta a lui, non farlo uscire, riferendosi a me. Purtroppo quella mattina mio padre ebbe un attacco di malaria. Che faccio? Dissi io. Sapevo dove papà teneva la pistola. Avevo sedici anni compiuti l’11 settembre senza poter festeggiare non avevamo nulla, neanche l’acqua. Andai casa per casa a chiamare altri ragazzi. Formai una piccola squadra, eravamo cinque- sei. In un certo senso io ero il punto di riferimento per loro perché ero l’unico studente. Tutti gli altri erano garzoni di barbiere, di falegname, di calzolai, di guantai. Per questo dico sempre ai giovani di considerare il valore dello studio. Io comandavo il gruppo. Ecco perché poi mi seguirono nella rivolta».

Il signor Amoretti ha partecipato alle barricate di Piazza Vergini ma è anche intervenuto negli scontri con i tedeschi al Museo.

«C’era un concentramento a piazza Vergini. C’era una barricata. La mia zona era da lì al Museo. Avevo sempre fame, dissi al comandante se potevo andare a casa a mangiare un po’ di latte. Vado a casa, la finestra di casa mia era a livello del ponte della Sanità. Da lì ho visto i carri armati tigre dei tedeschi. Loro erano stati già cacciati, questo era un ultimo tentativo di riconquistare la città. Allora scendo e vado ad avvisare il comandante che mi dice: prendi il tuo gruppo e vai a dare una mano. Ecco perché mi sono trovato con Maddalena Cerasuolo».

La ricorrenza e la tre giorni di eventi

A 79 anni dalle Quattro Giornate di Napoli, l’ANPI Napoli Centro ha organizzato alcune iniziative per celebrare la ricorrenza. Si comincia Martedì 27 settembre, ore 10,30, presso l’Archivio di Stato di Napoli con la presentazione del portale web delle Quattro Giornate di Napoli.

Mercoledì 28 settembre 2021 ore 11, in Piazza Carità Cerimonia di deposizione di corone d’alloro in memoria dei Martiri napoletani caduti per la libertà e la democrazia.

Giovedì 29 settembre ore 16:00 – Sabato 1° ottobre 2022 ore 19:00 Domus Ars. Via Santa Chiara inizia “O BELLA CIA’ – LE QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI, La liberazione come scelta di vita, libri, autori e percorsi per ripensare la democrazia.”

Nelle tre giornate dell’Evento, si presenteranno libri con gli autori – oltre al nuovo numero della rivista Infinitimondi, il numero con un Supplemento Speciale dedicato alle Quattro Giornate e, in omaggio, un CD, di artisti napoletani con la rielaborazione testuale e musicale dei canti della Resistenza e delle lotte democratiche della storia repubblicana. 

Il CD sarà presentato in anteprima nazionale il 29 settembre pomeriggio, alle 18.00, nella giornata di apertura della Manifestazione. Durante questi eventi ci sarà uno spazio dedicato al rinnovo e nuove iscrizioni al Tesseramento ANPI.

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