sabato, 18 Set, 2021 Espresso napoletano

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A Paestum, il 7 agosto, un concerto in favore della onlus Città della Speranza di Padova

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Sono circa due anni che l’emergenza sanitaria ha di fatto impedito tante iniziative culturali, seppure finalizzate a sostenere un settore estremamente importante proprio per la tutela della salute pubblica. Mi riferisco al delicatissimo tema della ricerca, in questo caso sulle patologie tumorali pediatriche, di cui sono volontario sostenitore dal 2015, quando ancora in servizio nell’Arma dei Carabinieri… ero comandante dell’interregionale di Padova.

Fu allora, infatti, che grazie ai miei collaboratori feci visita alla Città della Speranza, onlus fondata nel 1994 da un generoso imprenditore, Franco Masello, a seguito della prematura perdita di un nipotino affetto da una gravissima patologia. Fu per me un’esperienza unica che, improvvisamente, cambiò la mia vita, peraltro già intensa. Incontrai, infatti, tanti ragazzini ricoverati in quella struttura, che da tempo lottavano con un’unica speranza: ritrovare la certezza di vita e con essa il sorriso smarrito.

I loro sguardi e quelli delle mamme e dei papà che li assistevano penetrarono nel mio cuore lasciando un segno indelebile.

Il loro dramma non poteva passare inosservato. Nel doloroso silenzio del momento chiedevano un aiuto a quanti potessero fare qualcosa per superare e dimenticare quell’incubo. Purtroppo, il 15/20% di quei bambini non avrebbe superato la malattia che improvvisamente aveva cambiato la loro vita, impedendo loro di continuare a sognare. Un dramma per le famiglie!

Nella circostanza avevamo portato dei regalini, essendo vicino il Santo Natale. In una delle camerette conobbi una piccola di circa 9 anni. Un fazzoletto con fiorellini ricamati copriva la sua testolina senza capelli per le cure in corso.

Quando mi vide, in divisa e con mantello dell’Arma bordato di rosso, ricevendo la busta, felice per l’omaggio, mi guardò sorridendo. I suoi occhi meravigliosi e il suo dolcissimo sorriso mi fecero capire quanto fosse forte il suo coraggio nel lottare contro il lupo cattivo che la stava minacciando.

La mia vita, in quel momento così intensa per un papà già nonnino, cambiò decisamente.

A fronte dei delicati problemi esposti dal primario, il prof. Giuseppe Basso, purtroppo scomparso prematuramente, dal dottor Franco Masello e da altri operatori della Città della Speranza, tra cui Stefania Fochesato e Lara Mussolin, quest’ ultima bravissima ricercatrice, mi resi conto che avrei potuto e dovuto fare qualcosa per dare un seppure piccolo contributo a quella realtà così importante per il nostro Paese. In assenza, infatti, di finanziamenti pubblici, tutto il sistema si basava e si basa sulla generosità di coloro che percepiscono la necessità di aiutare una struttura così rilevante per lo sviluppo della ricerca. E così feci, avviando subito iniziative a livello nazionale, peraltro con il prezioso sostegno del comando generale dei carabinieri, finalizzate a diffondere la conoscenza della particolare onlus, con l’auspicio di ottenere donazioni con il 5×1000 e, se possibile, anche altre elargizioni.

In tale contesto, cominciai a promuovere convegni, concerti con la banda e le fanfare dell’Arma, a scrivere e a pubblicare racconti devolvendo gli utili interamente alla Città della Speranza per sostenere la ricerca. E, recentemente, tre calendari per bambini, da me realizzati con la collaborazione di un bravissimo appuntato scelto dei carabinieri, Antonio Mariella, dovrebbero consentire di raccogliere, entro il 2022, oltre 120 mila euro, interamente destinati alla ricerca (buona parte già pervenuti alla onlus).

Ciò avviene soprattutto grazie alla generosità di migliaia di carabinieri in servizio e in congedo, particolarmente sensibili sul messaggio diffuso anche attraverso le riviste dell’Arma.

Per ultimo, è stato pubblicato dalla Rogiosi editore un mio libro di racconti, Storie del capitano Filonida, i cui utili (per la parte di mia pertinenza) saranno consegnati dal bravissimo editore, l’amico prof. Rosario Bianco, direttamente alla Città della Speranza. Anzi, questi ha deciso di versare anche parte dei suoi proventi, a testimonianza della sua grande generosità.

La Città della Speranza rappresenta oggi una ricchezza non soltanto per il nostro paese ma per tutto ‘il mondo scientifico’. Non a caso, infatti, essa è risultata vincitrice con la ricercatrice Lara Mussolin e il suo team di un progetto di ricerca europeo, che ha portato ad ulteriori progressi nel delicato settore. E, come loro, anche altri bravissimi ricercatori di quel centro sono stati nel tempo vincitori di analoghi importanti progetti sviluppati a livello nazionale e internazionale.

Da papà e da nonnino di due splendidi nipotini, sono particolarmente felice di dedicare il mio tempo di pensionato ad una causa così nobile che, sempre più, dopo quasi 50 anni nell’ arma, è diventata per me una missione di vita. E, in questo contesto, anche nel corrente anno, come nel precedente, grazie sempre al comando generale dell’Arma, si terrà, nel Parco Archeologico di Paestum, un convegno/concerto con la partecipazione della Fanfara dei Carabinieri di Napoli, diretta dal bravissimo Maestro Luca Verardo, e di generosissimi artisti, pure sostenitori della nobile causa. Si tratta del soprano Michela Varvaro, del tenore Roberto Lenoci, della flautista Rebecca Lalatta Lewis e del pianista Carmine Colangeli.

L’iniziativa è partita congiuntamente dallo scrivente e dalla responsabile del Parco Archeologico, la dottoressa Maria Luisa Rizzo, con la determinante collaborazione del ragioniere Claudio Ragosta, suo prezioso collaboratore. Al concerto, organizzato nel più assoluto rispetto delle norme anti-covid, sarà consentito l’accesso a tutti, gratuitamente, ad esaurimento posti. Lo scopo è, come al solito, quello di dare un messaggio sul delicato tema della ricerca, sottolineando il pregevole lavoro della Città della Speranza e l’importanza di sostenerla con donazioni, tra cui fondamentale è quella del 5×1000.

Il comune di Capaccio-Paestum, come già in passato, sta fornendo piena collaborazione per agevolare l’organizzazione. Anche quest’ anno la manifestazione sarà oggetto di un dipinto della bravissima pittrice inglese Pink Harrison Jack, che con entusiasmo ha voluto dare il suo originale e significativo contributo di affettuosità.

Una targa realizzata e offerta generosamente dalla ditta Argenteria Guanziroli Giorgio & c. di Alzate Brianza ricorderà l’evento, sempre più atteso da cittadini e turisti.

Diversi sono i sostenitori, tra cui la Banca di Credito Cooperativo di Capaccio-Paestum, che ha firmato una convenzione con la Città della Speranza impegnandosi a sviluppare iniziative per diffonderne l’importante messaggio.

Da rimarcare che, purtroppo, nonostante i significativi risultati avuti con la ricerca negli ultimi 20 anni, la mortalità dei bambini è rimasta elevata, essendo pari al 15/20%.  Grazie a Franco Masello e ai suoi bravissimi collaboratori, probabilmente un giorno la drammatica percentuale potrà essere ridotta. Il sogno è azzerarla. Il volontariato e la generosità della gente potranno essere determinanti. E, in merito, la grande famiglia dell’Arma in servizio e in congedo sta dando ancora una volta il suo prezioso contributo. Ma anche moltissimi cittadini, generosissimi.

Insieme possiamo farcela! Il nostro spirito sarà arricchito dalla consapevolezza di aiutare tantissimi bambini poco fortunati a ritrovare il loro sorriso.

Un caro e grato abbraccio rivolgo a quanti mi stanno seguendo in questo affascinante cammino. Niente conta più dei bambini che soffrono e spesso vivono in famiglie e paesi bisognosi. La ricerca è fondamentale per tutta l’umanità. Lo è ancora di più per milioni di bambini che tuttora oggi muoiono per gravi patologie non curate. Questo delicato aspetto sarà in futuro ulteriormente attenzionato dalla Città della Speranza, che sta valutando di potenziare le proprie strutture per creare un centro di ricerca di valenza internazionale, con annesse opere logistiche per l’assistenza alle famiglie. L’ambizioso ma prezioso progetto dipenderà molto dalla grande generosità dei privati. Sono certo che essa non mancherà. Lavoriamo per questo. Niente è più prezioso della vita di un bambino! E allora diventiamo tutti messaggeri di questa magnifica realtà, bene comune dell’umanità.