L’Albergo dei Poveri tra i progetti del Recovery Plan

Albergo dei Poveri
Albergo dei Poveri

Lo ha annunciato il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris tramite un post su Facebook. L’Albergo dei Poveri, una delle più grandi costruzioni settecentesche d’Europa, sarà finanziato con 150milioni di euro del Recovery Plan, volti a renderlo un luogo a funzione museale, culturale e sociale.

Il Recovery Plan

Se ne è fatto un gran parlare, ma non tutti hanno ancora ben chiaro cosa sia effettivamente il Recovery Plan. Per questo abbiamo deciso di illustrarlo con dei piccoli passaggi:

  • Il Recovery Plan è un testo, articolato in sei missioni (denominate anche aree tematiche strutturali di intervento);
  • Si inerisce nel PNRR, ovvero il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ha come obiettivo quello di rendere l’Italia più inclusiva e sostenibile;
  • Il Recovery Plan definisce le future misure che l’Italia intende eseguire nel programma Next Generation EU, ovvero il piano che l’Unione Europea vuole attuare per riparare i danni economici e sociali causati dalla pandemia di coronavirus, mettendo a disposizione 750 miliardi di euro;
  • Di questi, 222 miliardi sono destinati all’Italia.

Questi fondi sono suddivisi tra prestiti e sovvenzioni, che i Paesi dell’Unione potranno utilizzare per rilanciare aspetti come la digitalizzazione, l’istruzione, la cultura e la transizione ecologica. In questo grande disegno si inserisce il progetto del Comune di Napoli per l’Albergo dei Poveri, ufficialmente destinatario dei fondi del Recovery Plan.

Le parole di de Magistris

“Siamo contenti che il Governo abbia mostrato attenzione per il nostro Albergo dei Poveri e sia riuscito ad inserire il progetto del Comune di Napoli tra quelli destinatari del Recovery Plan. – scrive il Sindaco sulla sua pagina Facebook – Il nostro progetto prevede un impegno di 150 milioni di euro da investire per interventi di consolidamento, riconfigurazione architettonica e restauro (organizzati in ben 8 lotti). Abbiamo previsto che il Palazzo storico abbia funzioni museali, culturali, sociali, istituzionali e di formazione.

L’Albergo dei Poveri è un bene comune dei napoletani ed è per questo che teniamo fortemente al suo futuro. È giusto che quel palazzo meraviglioso riprenda a vivere e diventi finalmente un punto attrattivo e di riferimento per i cittadini e per tutti i visitatori.

Il destino dell’Albergo dei Poveri

Nonostante sia oggi un edificio di gradi dimensioni il progetto originale, ideato da Ferdinando Fuga su richiesta di re Carlo III di Borbone, era molto più vasto. La superficie attuale, oltre 100.000 m², non è che un quinto di ciò che avrebbe dovuto essere l’Albergo dei Poveri. La sospensione dei lavori (iniziati nel 1751) è dovuta in parte ai costi sempre crescenti per il completamento e, in secondo luogo, agli eventi della rivoluzione del 1799. Comunque sia, l’intento originale fu compiuto. Napoli aveva una sua istituzione per rispondere in maniera concreta ai bisogni sempre crescenti della popolazione, investita dagli eventi della prima industrializzazione.

Napoli ha sempre accolto i più poveri e i più abbietti, grazie soprattutto al suo clima mite. Gli inverni, la stagione più difficoltosa per chi si trova in situazioni di povertà, non erano mai così rigidi. L’Albergo dei Poveri nacque quindi per dare dignità a una condizione che Napoli, come ogni grande città, conosceva bene. In due secoli, il palazzo si è visto come centro di formazione per gli orfani, come carcere (da qui l’appellativo “serraglio”), scuola di musica, centro di rieducazione. Negli ultimi anni si è tentato di rilanciarlo come luogo centrale per eventi culturali e manifestazioni. Intento che si concretizzerà al suo massimo grazie ai fondi del Recovery Plan.

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