ALETHEIA: verità e rivelazione, la mostra appena conclusa al PAN

Aletheia
Aletheia

Nell’elegante salotto napoletano di via dei Mille, il PAN, il palazzo delle Arti di Napoli, è stata ospitata, fino a domenica, la mostra fotografica Aletheia.

Una parola bellissima che ha in sé il senso e l’intima essenza di questa esposizione perché Aletheia significa “verità”: ogni corpo porta con sé una storia dei dolori, delle ferite e delle proprie rinascite. Le foto, in un solo scatto, con le ombre ed i colori, svelano allo spettatore il linguaggio vero svelato di quel corpo.

“La mostra racconta l’esperienza dei giovani utenti del dipartimento di salute mentale che svolgono un percorso professionale di formazione alla fotografia insieme ad un maestro internazionale quale Antonio Manta che li ha seguiti passo passo, fino a farli diventare dei veri e propri fotografi. In quest’esposizione li vediamo allo stesso tempo, artisti e modelli. Svelano sé stessi e si raccontano, attraverso i loro corpi tirando fuori le emozioni, le ombre e le luci palesandole a coloro che li osserva” racconta Rossella De Angelis, coordinatrice della casa alloggio la Stella Nuova della Cooperativa Litografi Vesuviani.

Un trittico di foto

AletheiaAd ogni fotografo è dedicato e, di conseguenza, ognuno dedica all’altro, un trittico di foto che rappresenta il racconto di un percorso. La prima immagine vede il soggetto dipinto da un body painter e mascherato dai colori che rappresentano l’incontro con la propria ombra, quindi con gli aspetti più bui di sé stessi.

La foto al centro rappresenta la fase di transizione “il percorso di mezzo”, l’elaborazione, la fatica di svelarsi e di uscire dalla propria parte oscura. L’ultima immagine è il punto di arrivo di questo lungo percorso elaborativo che sfocia finalmente nella verità per raggiungere l’ALETHEIA.

Nella nudità del corpo e nella sua fisicità si esprime finalmente la luce!

Lo svelamento sta nel colore e, con la possibilità di guardarsi con altri occhi, finalmente, ci si guarda in faccia davvero: non è una maschera che vela ma una maschera che svela!

Altre città in cui la mostra è stata ospitata

La mostra è già stata ospitata dalla città di Todi al Festival di fotografia, Todimmagina, riscuotendo un notevole successo. Alla cura del catalogo hanno collaborato il filosofo prof. Giuseppe Fonseca e il critico d’arte prof. Stefano Jossa.

All’allestimento della mostra ha collaborato l’Accademia delle Belle Arti con il prof. Vincenzo Gagliardi e alcuni studenti del corso di scenografia. Il Sindaco Gaetano Manfredi, ha inaugurato la mostra il 2 ottobre. Presenti anche il fotografo Antonio Manta, il Prof. Fonseca e il Prof. Jossa che hanno guidato gli ospiti alla visione delle fotografie.

“In queste ore in cui si è assistito a ciò che è successo al Grande Fratello si è capito quanto si ha bisogno di lavorare ad una cultura ed a un rispetto di quello che sono le malattie mentali e ad una conseguente delicatezza verso chi ha quella malattia. Napoli, tramite il bellissimo e prestigioso PAN, il palazzo dell’arte contemporanea in città, ospita uno dei progetti più incredibile che sia mai stato realizzato circa questo tema. Dunque d’uopo pensare all’inclusione e al rispetto delle persone che hanno questo tipo di problema” ha concluso all’inaugurazione, fiera e orgogliosa Alessandra Clemente, consigliera del Comune di Napoli.

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