martedì, 26 Gen, 2021 Espresso napoletano

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Alla Biblioteca Nazionale una nuova, rarissima lettera di Leopardi

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…Approfittando della licenza che mi avete concesso, ho fatto stampare qui le vostre belle quartine in un foglio periodico di cui vi mando una copia. Se desidera qualche altra copia, vedrei di poterti servire…”.

A parlare è un compiaciuto Giacomo Leopardi, che, in una lettera datata 18 dicembre 1825, si complimenta con l’amico, il conte Carlo Emanuele Muzzarelli, per l’ode composta in suo onore, pubblicata su “Notizie teatrali bibliografiche e urbane o Il Caffè di Petronio” del 24 novembre, 1825, n°51, p. 203, in cui il poeta recanatese viene celebrato per le sue prime Canzoni e per “All’Italia”, i cui versi in quel particolare frangente storico, infiammavano tutti i liberali.

Il prezioso documento è stato acquisito pochi giorni fa dalla Biblioteca Nazionale di Napoli all’asta della FINARTE di Libri, Autografi e Stampe, andando ad ampliare il già ricchissimo fondo leopardiano, che comprende la quasi totalità del corpus delle opere letterarie, filosofiche e saggistiche del poeta, nonché più dell’80% delle corrispondenze inviate da parenti ed amici allo stesso Leopardi.

“L’impegno della Biblioteca – ha spiegato il direttore Gabriele Capone – è da tempo rivolto ad incrementare il nucleo di  lettere scritte dallo stesso Leopardi a letterati e amici per svelarne quegli aspetti artistici, poetici e personali legati anche a specifiche tappe di luoghi e momenti storici”.

La lettera autografa  firmata in 4a pagina, presenta un piccolo strappo al margine bianco superiore e il timbro postale BOLOGNA, con data di arrivo 22 dicembre, e vi si distinguono chiaramente tracce del bollo a cera, brunito.

“Si tratta di un documento autografo – precisa poi il Direttore – di particolare interesse bibliografico e storico, di cui si trovano riferimenti in letteratura; più volte citato negli epistolari e repertori, si rivela utile ad una maggiore comprensione della personalità del poeta. La lettera ci presenta un comportamento di Giacomo Leopardi diverso dall’abituale, sempre schivo e riservato; nella missiva, infatti, il  poeta, testimonia l’apprezzamento per i versi scritti in suo onore dal conte Muzzarelli, accogliendo compiaciuto di farli pubblicare”.

 

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