Dalla piazza principale della sua San Giorgio a Cremano ad una semplice rampa di scale nel quartiere Chiaia, la presenza di Troisi vive forte come non mai nei luoghi che ha celebrato e che lo hanno reso grande.
San Giorgio a Cremano, la città di Troisi
Murales, spazi a lui dedicati, mostre. A San Giorgio a Cremano sono sparsi continuamente indizi di ciò che ha significato Troisi per la cittadina dove è cresciuto e dove ha mosso i primi passi come artista. Sullo sfondo rosso rubino della facciata dell’ex edificio Bruno, nella piazza che porta il suo nome, campeggia un murale dedicato a Massimo Troisi. La scena ritratta è l’iconica passeggiata con la bicicletta de Il postino, suo ultimo film. Quest’opera che domina la piazza e attira lo sguardo verso i suoi colori accesi è una promessa di eterno. È la voce della città che vuole urlare al mondo il legame viscerale con il suo cittadino più illustre. Tra le altre iniziative di spicco, dal 2015 a Villa Bruno è aperta ‘Casa Troisi’, un luogo di esposizione presieduto da Luigi, fratello di Massimo.
Procida, l’isola del postino
Troisi dovunque è andato ha lasciato un segno indelebile. È certamente il caso dell’isola di Procida, soprannominata “isola del Postino”, dopo che Michael Redford ambientò lì molte scene della celebre pellicola del 1994. Alla Corricella, celebre borgo di pescatori color pastello, sono ambientate le scene della quotidianità del postino di Neruda. In particolare, luogo nevralgico della storia è l’osteria dove il postino Mario Ruoppolo si innamora febbrilmente di Beatrice Russo (Maria Grazia Cucinotta). Dal 2010, la marina di Corricella ha intitolato a Troisi una piazzetta. Altra location indissolubilmente legata alla pellicola che ha regalato a Troisi la nomination all’Oscar per miglior attore protagonista è la spiaggia del Pozzo Vecchio. Oggi questa spiaggia è anche conosciuta come spiaggia del Postino poiché il grigio della sabbia e l’azzurro dell’acqua sono state protagonisti di alcuni dei momenti di massima della pellicola.
La scalinata di Scusate il ritardo
Il nostro viaggio si conclude ovviamente a Napoli. La città che più di ogni altra – fosse solo per questioni linguistiche – ha potuto godere del genio del suo figlio, non poteva infatti esimersi dall’omaggiarlo. Per la precisione l’ultimo luogo di Troisi che visitiamo è una rampa di scale sita in via Mariconda – oggi scale Massimo Troisi – che conduce all’elegante via Crispi. Questa intitolazione serve a rinsaldare nella memoria cittadina una scena che per molti è già indimenticabile. La rampa di scale è infatti il set di una tra le più iconiche scene di Scusate il ritardo, seconda opera cinematografica di Troisi regista. Quella in cui, sotto una pioggia scrosciante, Vincenzo (Troisi) cerca di consolare il suo amico Tonino (Arena), appena lasciato dalla fidanzata.
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